Calendario Venatorio, Santangelo: "Aree Protette e ritardi ATC, serve equilibrio, non scontro"
Il consigliere regionale di Maddaloni ha parlato di scelte restrittive
REGIONALE – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del consigliere regionale e presidente della commissione regionale antimafia Vincenzo Santangelo.
Dibattito sul calendario venatorio
«La pubblicazione del Calendario Venatorio 2026/2027 ha riacceso il dibattito nel mondo venatorio campano. Comprendo le preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria e dai cacciatori, che rappresentano una componente essenziale nella gestione del territorio e nella tutela della biodiversità. È indubbio che alcune scelte del calendario appaiano eccessivamente restrittive, soprattutto rispetto a specie come pavoncella, moriglione e tortora, per le quali altre regioni hanno adottato modelli di gestione adattativa basati su dati scientifici e monitoraggio costante. Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare la necessità di tutelare le specie più vulnerabili e di rispettare gli orientamenti europei e nazionali in materia di conservazione.
Una gestione partecipata
Come Fratelli d’Italia abbiamo sempre sostenuto che la gestione della fauna debba essere scientifica, partecipata e pragmatica. Non si può governare il territorio solo con divieti o solo con aperture indiscriminate: serve un approccio equilibrato che valorizzi il ruolo attivo dei cacciatori, veri “sentinelle” del territorio. Per questo chiediamo alla Giunta regionale: Un immediato confronto con tutte le associazioni venatorie; Il potenziamento dell’Osservatorio Faunistico Regionale; L’accelerazione delle procedure per l’approvazione delle graduatorie ATC, che ogni anno creano disagi ingiustificati ai cacciatori; Una seria valutazione degli impatti reali dell’istituzione di nuovi parchi e Zone di Protezione Speciale sulle comunità locali e sulle attività produttive, compresa la gestione venatoria. I cacciatori campani non sono parte del problema, ma parte della soluzione. Contribuiscono al contenimento del cinghiale, alla sorveglianza sanitaria, al monitoraggio delle zoonosi e alla conservazione degli habitat. Ignorare questo contributo significa impoverire la gestione del territorio. Fratelli d’Italia continuerà a battersi affinché la politica regionale sulla caccia abbandoni l’approccio ideologico per adottare una visione concreta, basata su scienza, dati e ascolto reale delle categorie coinvolte. Il mondo venatorio ha diritto ad essere ascoltato. E noi saremo al loro fianco»
