antica cittadella
antica cittadella

SAN MARCELLINO/VILLA DI BRIANO - «Dopo trent’anni, vedere finalmente quest’area libera dai rifiuti è un’emozione difficile da raccontare. Era una ferita aperta nel nostro territorio, un luogo che conosco bene e sul quale in questi anni mi sono personalmente impegnato, sollecitando attenzione e interventi concreti anche attraverso il mio lavoro nella Commissione parlamentare Ecomafie». Lo dichiara Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia e Vicepresidente della Commissione parlamentare Ecomafie, a margine del sopralluogo effettuato oggi nell’area tra San Marcellino e Villa di Briano, interessata dalle attività di bonifica e rimozione dei rifiuti.

Il sopralluogo

Al sopralluogo hanno partecipato anche il Presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Villa di Briano Roberto Zaccariello e i funzionari della struttura del Commissario unico di Governo per le bonifiche.

«Per troppo tempo – prosegue Cangiano – i cittadini hanno dovuto convivere con le conseguenze degli sversamenti illegali e con l’immagine di territori abbandonati al degrado. Oggi, invece, possiamo mostrare un risultato concreto: quei rifiuti sono stati rimossi e un pezzo della nostra terra viene finalmente restituito alla comunità».

«Un risultato reso possibile dall’azione del Commissario unico di Governo per le bonifiche e dal lavoro portato avanti dal Generale Giuseppe Vadalà, che ringrazio insieme a tutti i funzionari e agli operatori impegnati sul campo. È la dimostrazione di cosa accade quando le istituzioni lavorano insieme e trasformano gli impegni in interventi concreti».

Prosegue l'impegno

«Per me questa non è soltanto una questione ambientale. Questa terra è casa nostra. Qui vivono le nostre famiglie e crescono i nostri figli. Vederla deturpata per decenni dall’inciviltà e dall’illegalità fa male; vederla finalmente ripulita ci dà ancora più forza per continuare».

«Sappiamo bene che restano ancora altre ferite da sanare. Continueremo quindi a seguire e sollecitare gli interventi, sito dopo sito, metro dopo metro, fino a restituire questi territori alle nostre comunità. La Terra dei Fuochi ha aspettato abbastanza: non merita altre promesse, merita rispetto. E soprattutto merita fatti», conclude Cangiano.