Omicidio Magrino, parla in aula il medico legale: "Colpito oltre 50 volte al volto"
L'udienza davanti al presidente della Corte d'Assise: la ricostruzione
MONDRAGONE – Nuova udienza davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del processo per l’omicidio di Luigi Magrino di 41 anni avvenuto il 28 aprile 2025 in un distributore Eni a Mondragone.
In aula il medico legale
Sul banco degli imputati l’imprenditore 68enne Giancarlo Pagliaro. Davanti alla presidente Marcella Suma con a latere Luciana Crisci, è intervenuto come teste il medico legale Antonio Palmieri. Il dottore ha precisato che la vittima è stata colpita da tre colpi d’arma da fuoco nella zona maxillo-facciale. “Un colpo lo ha colpito di striscio al collo provocandogli una abrasione. Un altro è entrato all’altezza della bocca ed è uscito, un altro ancora è entrato e si è conficcato nella clavicola sinistra” ha dichiarato Palmieri. Inoltre Magrino, sempre secondo l’analisi del medico legale, sarebbe stato colpito con il calcio della pistola oltre una cinquantina di volte. Le lesioni erano presenti per l’80% del volto e che proprio i ripetuti colpi hanno determinato la morte avvenuta per un trauma cranico commotivo.
Per il medico i colpi sono stati sparati a distanza ravvicinata, quando i due erano nell’abitacolo dell’auto e quando Magrino era ancora in vita e questo spiega la fuoriuscita abbondante di sangue. Si tornerà in aula nel mese di ottobre quando interverrà lo psichiatra dell’imputato.
La ricostruzione
I due, ha raccontato Pagliaro in una prima dichiarazione ai carabinieri, si erano incontrati per risolvere alcuni contrasti pendenti da tempo; in particolare l'imprenditore ha riferito che Magrino voleva estorcergli del danaro nell'ambito di una vicenda nata alcuni mesi prima, e si era presentato all'incontro con una pistola in vista, posta tra i due sedili. Quando Magrino avrebbe minacciato di uccidere i suoi figli, Pagliaro avrebbe preso la pistola sparando dal basso verso l'alto, e colpendo il 41enne al collo, poi l'avrebbe continuato a colpire al capo mentre era agonizzante, probabilmente con il calcio della pistola. Un testimone e un carabiniere libero dal servizio che stava prendendo il caffè al bar di fronte al distributore sono subito intervenuti; sul posto sono poi arrivati i carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, che hanno fermato Pagliaro, totalmente alterato e sotto choc, portandolo in caserma.
