antica cittadella
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MADDALONI — Si chiude con una vittoria per il Comune di Maddaloni il contenzioso sulla revisione del canone dell’appalto del servizio di igiene urbana. Con la sentenza n. 5654/2026, depositata il 9 ottobre, il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) per la Campania (Sezione Ottava) ha respinto integralmente il ricorso proposto dalla società DHI Di Nardi Holding Industriale S.p.A., condannandola al pagamento delle spese di giudizio.

La vicenda

La vicenda nasce dal contratto con cui, nel gennaio 2012, il Comune aveva affidato alla DHI la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani. Alla scadenza, il servizio è proseguito — in attesa della nuova gara — fino al subentro del gestore attuale, nell’aprile 2016. Per quegli anni la società ha chiesto l’adeguamento del canone ai sensi dell’art. 115 del codice dei contratti allora vigente (D.Lgs. n. 163/2006), invocando l’applicazione dell’indice ISTAT-FOI sull’intero periodo.

Il Comune, con un provvedimento dell’ottobre 2024, aveva respinto la richiesta. Di qui il ricorso al TAR da parte dell’impresa, che sosteneva la natura inderogabile del meccanismo di revisione dei prezzi e l’irrilevanza della mancata previsione di un’apposita clausola nel contratto.

Accolta la linea della difesa

I giudici hanno però accolto la linea difensiva del Comune, rappresentato e difeso dall’avvocato Edoardo Tontoli, del foro di Santa Maria Capua Vetere. Secondo il Collegio, le prosecuzioni del servizio successive alla scadenza del contratto non sono state semplici “proroghe”, ma veri e propri rinnovi: in occasione di ciascun periodo, infatti, la società aveva di volta in volta dichiarato la propria disponibilità a proseguire e accettato espressamente le condizioni economiche e l’importo del compenso. Un consenso, dunque, rinnovato periodo per periodo, che esprime una valutazione attuale di congruità del prezzo ed esclude in radice quello squilibrio sopravvenuto che la revisione è chiamata a correggere. Per questa ragione — ha concluso il Tribunale — il meccanismo dell’art. 115 non trovava applicazione.

Una canone significativo

La decisione assume un rilievo economico tutt’altro che trascurabile per le casse comunali: la pretesa riguardava l’adeguamento di un canone di importo mensile significativo, protratto per oltre quattro anni di servizio. Il TAR ha inoltre condannato la DHI a rifondere al Comune le spese di lite, liquidate in 2.000 euro oltre accessori di legge.

La sentenza è stata emessa dal Collegio presieduto da Paolo Corciulo, con Luca Cestaro e Angela Fontana (estensore). La difesa del Comune di Maddaloni, affidata all’avvocato Edoardo Tontoli, ne esce così integralmente confermata. Avverso la decisione la società potrà proporre appello al Consiglio di Stato nei termini di legge.