Gara per la piscina va deserta, Russo: "Il soggetto promotore non aveva i requisiti"
La stoccata della consigliera d'opposizione: "La verità non è quella raccontata da Scialdone"
VITULAZIO - «Se la gara per la piscina è andata deserta è perché il “soggetto promotore” non ha i requisiti per poterla vincere. La Commissione di gara della Stazione unica appaltante di Roccamonfina, al cui interno c’era anche un funzionario di fiducia dell’attuale amministrazione ha mandato deserta la gara perché il ‘famoso soggetto promotore”, l’unico ad aver partecipato alla gara non aveva le caratteristiche richieste dal bando. La sottoscritta, così come il resto dell’opposizione, non hanno responsabilità sul mancato affidamento. E’ bene dirlo con chiarezza: nonostante il voto contrario in consiglio comunale, se il “soggetto promotore” caro ad Antonio Scialdone sindaco avesse avuto i requisiti la gara sarebbe stata assegnata. Oggi invece, si cerca di buttare la palla lontano e di attribuire ad altri l’insuccesso (da me annunciato) dell’affidamento». Sulla questione Piscina Melania Russo fa chiarezza e risponde punto su punto alle affermazioni di Scialdone.
Il soggetto promotore
«La società APE IMMOBILIARE SRL, il “famoso soggetto promotore” è stata costituita solo l’8 novembre 2025, poco prima dell’avvio delle procedure del project, che coincidenza… con un capitale sociale di appena 3.000 euro - ha evidenziato - Una commissione di gara seria avrebbe mai potuto affidare la gestione trentennale della piscina ad una società risultante inattiva?. Una società come risulta dagli atti senza esperienza, senza fatturato, senza SOA e senza alcuna referenza nella gestione di piscine è stata chiaramente esclusa dalla gara. Il bando prevedeva di dover dimostrare un fatturato globale minimo di un milione e mezzo di euro nei tre migliori esercizi degli ultimi cinque anni e di avere esperienza nella gestione di impianti pubblici per almeno tre anni consecutivi negli ultimi 10. Già a gennaio dissi a Scialdone che il suo caro ‘soggetto promotore’ non aveva le caratteristiche tecniche per risolvere i problemi della nostra comunità».
“Io voglio la riapertura della piscina”
Melania Russo smonta anche il teorema che lei, come il resto dell’opposizione, non vogliano la riapertura della piscina. «Io voglio la riapertura della piscina, ma seguendo la strada della legalità e della trasparenza - ha spiegato - io sono un avvocato, un tecnico e non posso accettare che si dica che l’impianto debba essere aperto in qualsiasi modo… C’è solo un modo per aprirlo seguendo le regole e magari sfruttando le occasioni che la pubblica amministrazione ci ha offerto e che noi abbiamo declinato per seguire l’infruttuosa strada del project». Anche qui Melania Russo parla carte alle mano. «Il Comune di Vitulazio poteva ottenere un finanziamento importante per la ristrutturazione della piscina comunale coperta a fondo perduto, rispondendo al bando dell’Agenzia Regionale Universiadi per lo Sport - ha sottolineato - Con la Determinazione n. 91 del 24 giugno sono stati stanziati oltre 34 milioni di euro per finanziare ammodernamenti, ristrutturazioni, efficientamento energetico e messa in sicurezza di impianti sportivi esistenti, con un contributo massimo di 1 milione di euro per progetto. Molti Comuni campani stanno già usufruendo di questi fondi senza alcun costo per le casse comunali e senza cedere la gestione per 30 anni».
Una verità diversa da quella di Scialdone
La consigliera di opposizione torna anche sul discorso risorse. «Se è vero come dice Scialdone (non lo è) che abbiamo un attivo di 5 milioni e 750 mila euro non sarebbe difficile né accendere un mutuo né pagare per intero la ristrutturazione con le risorse comunali - ha spiegato - purtroppo nelle nostre casse ci sono appena 320mila euro come asserisco da tempo… Sulla piscina Scialdone ha ragione, la verità è una sola, ma non è quella che racconta lui… ».
