antica cittadella
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CASAPULLA - Si è svolta martedì 5 maggio 2026, la seduta del Consiglio comunale di Casapulla, presieduta da Salvatore Trepiccione, con la partecipazione del sindaco Ferdinando Bosco, degli assessori e dei consiglieri comunali.

I punti all'ordine del giorno

Dopo una fase iniziale caratterizzata dalla verifica del numero legale, la seduta è entrata nel vivo con l’approvazione dei verbali della precedente riunione. Tra i principali punti all’ordine del giorno, il Consiglio ha ratificato le delibere di Giunta relative ai servizi comunali, tra cui la disciplina delle rette del micronido e della mensa scolastica. In particolare, è stata introdotta una compartecipazione minima anche per gli utenti disabili, precedentemente esentati, scelta che ha suscitato un confronto tra maggioranza e opposizione.  Approvato anche il rendiconto della gestione 2025, illustrato dal vicesindaco Domenico Carrillo. L’amministrazione ha evidenziato un avanzo di amministrazione significativo e l’uscita dalla condizione di ente strutturalmente deficitario. Di diverso avviso la minoranza, rappresentata tra gli altri da Mariacristina Di Gennaro e Anna Di Nardo, che ha sottolineato criticità legate alla riscossione delle entrate e alla reale disponibilità delle risorse, annunciando voto contrario. Via libera anche al riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante da una sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, chiuso con una transazione da 20mila euro, e all’approvazione del regolamento per la Valutazione di Incidenza (VIncA). Su quest’ultimo punto si è sviluppato un ampio dibattito procedurale tra maggioranza e opposizione, incentrato sulla tempistica degli atti amministrativi. Nonostante le perplessità sollevate, il provvedimento è stato approvato all’unanimità.

La proposta dell'opposizione

Nel corso della seduta è stata inoltre discussa un’interpellanza del gruppo consiliare “Per Casapulla” relativa alla proposta di realizzazione di un impianto crematorio tramite project financing. L’amministrazione ha ribadito che l’intervento è ancora subordinato alla compatibilità urbanistica e al completamento dell’iter autorizzativo, garantendo trasparenza e ulteriori approfondimenti. La seduta si è conclusa con un clima di confronto acceso ma istituzionalmente corretto, con il sindaco che ha ringraziato anche i consiglieri di minoranza per il contributo al dibattito e per il voto favorevole sul regolamento VIncA.

“Per Casapulla”: “Dal bilancio, il nostro è un Comune fragile"

«Il rendiconto – fanno sapere i rappresentanti dell’opposizione del gruppo “Per Casapulla - presenta un risultato di amministrazione positivo ed è vero che il Comune non risulta strutturalmente deficitario. Fermarsi a queste due affermazioni significherebbe fare una lettura superficiale e fuorviante del bilancio. Dalla documentazione emerge una verità chiara: Casapulla non è in dissesto, ma è un Comune finanziariamente fragile, con problemi strutturali nella riscossione, residui molto elevati e accantonamenti pesanti. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 è pari a quasi 16 milioni di euro, ma eliminando la parte accantonata pari a 12.150.757,46 euro, sono disponibili 3.598.803,60 euro. Dunque, l’avanzo esiste ma è pesantemente condizionato. Il dato più grave di questo rendiconto riguarda la riscossione. Il Comune chiude con 23.395.736,29 euro di residui attivi. Sono somme che risultano accertate, ma che non sono state riscosse. A fronte di questi, i residui passivi sono pari a 12.921.874,44 euro. Questo significa che una parte rilevantissima del bilancio è fatta di crediti da incassare. Quando un Comune ha così tanti residui attivi, il tema non è solo tecnico-contabile ma è politico. Perché un’entrata accertata ma non riscossa non produce servizi, non paga fornitori, non realizza opere e non migliora la vita dei cittadini. La tabella dei parametri dice che il Comune di Casapulla non è formalmente in condizione strutturalmente deficitaria, ma sarebbe scorretto ignorare che 3 indici su 8 risultano critici. Quindi non siamo davanti a un Ente strutturalmente deficitario, ma non siamo nemmeno davanti a un quadro pienamente tranquillizzante. Il parametro sulla riscossione è particolarmente grave, perché conferma con un indicatore ufficiale quello che stiamo dicendo: la capacità effettiva di riscossione è sotto una soglia critica. La domanda politica è semplice: vogliamo aspettare che questi segnali peggiorino, oppure vogliamo intervenire ora?».