Muore a 17 anni dopo volo dal terzo piano a Maddaloni, chiesta la riesumazione della salma
I familiari di Matteo Carfora si oppongono alla richiesta di archiviazione: "Non è stato un suicidio"

MADDALONI – Ad un anno della morte, avvenuta il 9 aprile 2025, torna a riaprirsi la vicenda di Matteo Carfora, il 17enne di Maddaloni, deceduto dopo essere caduto dal terzo piano di casa.
No all'archiviazione
A riaccendere i fari sulla vicenda sono stati proprio i familiari di Matteo che, attraverso i propri avvocati, si sono opposti alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere basata sul decesso per suicidio.
I dubbi sulla versione del suicidio
Nella relazione presentata dagli avvocati vengono sollevati alcuni dubbi circa la ricostruzione dei pm, come le incongruenze relative alla posizione del corpo dopo la caduta, distante dalla finestra dell’abitazione. Un aspetto che non è mai stato analizzato con una relazione tecnica. Ci sono dubbi anche sulla postura del corpo, che sarebbe anomala rispetto ai casi di suicidio volontario. Inoltre il cellulare ritrovato vicino al corpo non avrebbe riportato danni compatibili con una caduta dal terzo piano e il corpo di Matteo non avrebbe riportato fratture al cranio e al viso che pur dovrebbero esserci dopo una caduta del genere.
Chiesta la riesumazione della salma
Importanti in ambito difensivo sarebbero inoltre utili le dichiarazioni del fratello di Matteo, Domenico Carfora, che avrebbe rilasciato delle informazioni utili a definire nuove piste d’indagine. Nel frattempo i legali della famiglia hanno richiesto la riesumazione del cadavere per un nuovo esame autoptico.
Ora la palla passa al Gip di Santa Maria Capua Vetere Orazio Rossi chiamato a decidere sulla richiesta. L’udienza è fissata per luglio.
