Maltrattamenti, estorsione, e guida in stato di ebbrezza: arrestato 26enne
Gli episodi contestati sono avvenuti tra il 2018 ed il 2024 anche nel Casertano
CASERTA - Tra gli anni 2018 e 2024, un 26enne originario di Napoli e domiciliato a Rio Saliceto (Reggio Emilia) si è reso responsabile dei reati di guida in stato di ebbrezza, lesioni personali aggravate, maltrattamenti contro familiari e conviventi ed estorsione, fatti commessi nelle province di Napoli e Caserta. A seguito dell'iter processuale, l’uomo è stato riconosciuto colpevole dai vari tribunali che lo hanno giudicato. A carico del 26enne pendevano tre sentenze di condanna per i reati commessi.
La prima sentenza
La prima sentenza emessa in data 13 gennaio 2020, dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, successivamente riformata dalla Corte d'Appello di Napoli con sentenza emessa in data 19 febbraio 2021, divenuta definitiva in data 18 marzo 2021, in cui l’imputato veniva condannato a 2 anni di reclusione e 500 euro di multa per i reati di lesioni personali aggravate e maltrattamenti contro familiari e conviventi commessi l'11 dicembre 2018 nel Casertano.
Il secondo processo
La seconda sentenza veniva emessa in data 9 giugno 2023, dal Tribunale di Nola, divenuta definitiva in data 10 luglio 2023 che lo ha condannato a mesi 4 di arresto ed € 900,00 di ammenda e la pena accessoria della revoca della patente di guida per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso il 5 luglio 2021 nel napoletano. La terza sentenza veniva emessa in data 2 febbraio di quest'anno, dalla Corte d'Appello di Napoli Sez. 2^ in riforma della sentenza emessa in data 13 giugno 2025 dal Gip presso il Tribunale di Nola in cui la Corte Suprema di Cassazione dichiara l’inammissibilità del ricorso, divenuta irrevocabile in data 30 giugno 2026 per il reato di estorsione commesso tra novembre e dicembre 2024 nel napoletano, venendo condannato ad anni 3 e mesi 10 di reclusione ed € 1.800,00 di multa e la pena accessoria dell’interdizione dai Pubblici Uffici.
L'arresto
A seguito di ciò, l'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli in data 09/07/2026 emetteva un provvedimento restrittivo di cumulo di pene, che determinava una pena complessiva da espiare pari che determinava una pena complessiva di anni 5 e mesi 10 di reclusione, oltre a mesi 4 di arresto, multa di Euro 2.300,00 e ammenda di Euro 900,00. Da tale computo totale vanno detratti i mesi 7 e giorni 12 di custodia cautelare in arresti domiciliari, scontati dal condannato a partire dall'11 dicembre 2018 in relazione ai fatti contestati. Pertanto, la pena residua da espiare è stata fissata in anni 5, mesi 2 e giorni 18 di reclusione, oltre ad arresto mesi 4, multa Euro 2.300,00, ammenda Euro 900,00 e la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Non avendo ottenuto misure alternative alla detenzione, l'Autorità Giudiziaria ha disposto l'immediata esecuzione della pena detentiva. Nella mattinata del 9 luglio scorso, i Carabinieri della Stazione di Campagnola Emilia ricevuto il provvedimento, hanno raggiunto l’uomo domiciliato a Rio Saliceto lo hanno arrestato e, dopo le formalità di rito, lo hanno in carcere per l’espiazione della pena.
