antica cittadella
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CASERTA - Una canzone estiva, leggera nelle sonorità ma decisamente pungente nel testo, per raccontare Caserta attraverso le sue bellezze e le sue piccole e grandi contraddizioni. È “Un’estate a Caserta”, il brano lanciato nei giorni scorsi e già disponibile sulle principali piattaforme digitali. Un esperimento musicale nato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, su testo del giornalista Gianrolando Scaringi, e distribuito dalla nuova etichetta indipendente Tifata Records.

L'ispirazione e il testo

Il punto di partenza è quello più classico dell’estate casertana: il caldo, i turisti in fila per visitare la Reggia e la voglia di cercare refrigerio. Ma bastano pochi versi perché la cartolina lasci spazio all’ironia. La protagonista schiva le buche “come in una gymkhana”, sale a Casertavecchia in cerca d’aria e raggiunge piazza Pitesti sperando di trovare un po’ d’ombra, imbattendosi invece nel tema degli alberi scomparsi e delle temperature sempre più alte.

È una Caserta raccontata con affetto, ma senza risparmiarle nulla. A San Leucio e alla Vaccheria arrivano le polemiche per la movida e il rumore, persino il desiderio di rifugiarsi al cinema per godersi l’aria condizionata si trasforma in una battuta sulla storica assenza di una sala cinematografica in città. “Qui lo schermo è solamente quello del telefonino”, recita il testo.

A tenere insieme il racconto è un ritornello che sintetizza lo spirito del brano, “un’estate a Caserta, balla il cuore, ma si scioglie la città”, sospesa “tra le stelle e questa strana realtà”. E quando i problemi sembrano prendere il sopravvento, la risposta rimane l’ironia.

Nella seconda parte la geografia cittadina si allarga. Ci sono Sant’Anna, invocata perché protegga Caserta, via Mazzini affollata di ragazzi, piazza Dante, Sputo Fatti di Caserta, gli incendi sulle colline di Garzano e persino una provocatoria dichiarazione d’amore campanilistica: per quanto ci sia da disperare, alla fine “meglio Caserta”.

Non manca uno sguardo sull’attualità amministrativa, con la città commissariata che entra direttamente nei versi, né il riferimento al Macrico, raccontato come uno degli ultimi grandi spazi verdi nei quali Caserta può ancora immaginare il proprio futuro.

Tra satira e amore

“Un’estate a Caserta” gioca, così, sul confine tra satira e dichiarazione d’amore. Le contraddizioni diventano materiale per sorridere di una città che sa essere esasperante e bellissima nello stesso momento. Non una canzone “contro” Caserta, dunque, ma un modo per raccontarla dal punto di vista di chi la vive ogni giorno e proprio per questo può permettersi di prenderla in giro.

Il risultato è una sorta di fotografia sonora dell’estate casertana del 2026: buche e monumenti, caldo e movida, polemiche e speranze, il Macrico e la Reggia. Perché, come suggerisce il ritornello finale, questa resta “la più pazza, la più nostra... e così sia!”.

 

Link Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/32MSGVwyeozFltkmoRIRom

Link YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=fdy2KtOI2oY&list=RDfdy2KtOI2oY