5F981AE79B41078FEDC22D3ABDAFE100

MADDALONI – E’ stato un consiglio comunale infuocato quello andato in scena martedì scorso a Maddaloni. Nella seduta dove era assente il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo è scoppiato un vero e proprio botta e risposta tra maggioranza ed opposizione. A far scoppiare il tutto è stata la bocciatura della mozione sul salario minimo proposta dall’opposizione e l’approvazione in risposta di un’altra mozione, presentata in quel contesto dalla maggioranza senza passare per le commissioni.

scontro
Alfonso Formato

La morte delle commissioni

«Il consiglio comunale di ieri ha decretato la morte delle commissioni e della loro funzione – dichiarano i consiglieri Alfonso Formato, Pino Magliocca e Italia Tagliafierro - Far passare il concetto che la maggioranza possa fare quello che vuole presentando atti e mozioni direttamente in consiglio senza rispettare il farraginoso iter burocratico al quale sono costrette le nostre azioni amministrative è un segnale pericoloso. Contestiamo aspramente l’azione di delegittimazione del ruolo che quotidianamente subiamo. Le difficoltà degli uffici che ben conosciamo, sono diventate un paravento per limitare il nostro lavoro. La politica ha una liturgia che deve essere rispettata sempre. Se questa liturgia prevede che dietro una mozione ci sia una preventiva discussione in commissione, è giusto che questo percorso venga seguito da tutti, maggioranza ed opposizione anche perché il posizionamento politico non rappresenta un titolo di merito o una corsia preferenziale nell’azione che gli eletti svolgono. 

minoranza
Pino Magliocca

Una mozione fotocopia

Presentare una mozione fotocopia alla nostra, con qualche aggiunta, tra l’altro a sproposito, solo per far valere il peso dei numeri è un atto di grave scorrettezza istituzionale, che squalifica chi lo compie. Il risultato è l’approvazione di un documento che non serve a nulla, se non a buttare fumo negli occhi a chi è in difficoltà. La mozione della maggioranza non individua una soglia minima di dignità salariale, che per noi non può scendere sotto i 10 euro all’ora, e rimanda ogni altro aspetto al Governo nazionale, che ha già dimostrato a più riprese totale disinteresse sul tema, bocciando tutte le proposte formulate dalle minoranze. Noi stiamo con tutti quei lavoratori che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, la maggioranza no». 

consiglio
Italia Tagliafierro