Strage dei lavoratori sul litorale, la cerimonia dopo 18 anni al grido "No al Cpr"
La commemorazione sulla Domiziana con istituzioni, scuole e associazioni
CASTEL VOLTURNO – A 18 anni dalla strage del 18 settembre 2008, in cui il clan dei Casalesi trucidò sei giovani lavoratori africani innocenti, a Castel Volturno (Caserta) si è tenuta una commemorazione organizzata dalle attiviste e dagli attivisti del centro sociale Ex Canapificio, movimento Migranti e Rifugiati di Caserta, Castel Volturno Solidale ed Emergency.
La cerimonia
La mattina si è aperta in piazza Annunziata con un incontro con gli studenti dell'istituto comprensivo Garibaldi, a seguire la comunità si è ritrovata al chilometro 43 della Domiziana, a Ischitella, per un'assemblea laica e interreligiosa, con le esibizioni del coro Miriam Makeba e dell'Orchestra di fiati Giovanbattista Cutolo, alla presenza di monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, Lucia Volpe, prefetta di Caserta, Andrea Grassi, questore di Caserta, Fernando Mone, commissario prefettizio di Castel Volturno, Sandro Ruotolo, europarlamentare, Andrea Morniroli, assessore regionale alle Politiche sociali, Mario Morcone, ex assessore regionale, Ottavio Corvino, sindaco di Casal di Principe, Claudia Pecoraro, assessora all'Ambiente, le Politiche abitative e le Pari opportunità della Regione Campania, Antonio Casale del centro Fernandes, Cristina Molfetta di fondazione Migrantes e dei rappresentanti di Libera, Cgil Caserta ed Emergency.
La giornata si è conclusa con un presidio al Parco naturalistico "La Piana", area individuata per la costruzione di un Centro di permaneanza per i rimpatri. "Siamo qui oggi per ricordare l'impegno che come Centro sociale ed Ex Canapificio portiamo avanti quotidianamente nelle battaglie per l'ambiente, per i diritti e contro la camorra. Da oggi in poi la nostra mobilitazione sarà permanente per difendere questo territorio e non permetteremo che una terra già segnata dal sangue venga sfregiata da una prigione inutile e disumana", ha dichiarato Virginia Crovella del Comitato No Cpr.
No al Cpr
L'iniziativa ha così lanciato ufficialmente la manifestazione regionale del 24 ottobre per "fermare la costruzione di qualsiasi Cpr". Tra i promotori di Castel Volturno Solidale: Arcidiocesi di Capua e Caserta in collaborazione, istituto comprensivo di Pinetamare, Ic. Garibaldi, comitato regionale campano No Cpr né qui né altrove. Anche la Cgil Napoli e Campania ha ribadito la propria contrarietà alla costruzione del Cpr: il sindacato chiede "la riconversione dei 43 milioni di euro stanziati dal Governo per investirli in scuola, sanità e lavoro" e annuncia la propria adesione alla manifestazione del 24 ottobre.
"Ribadiamo - ha precisato Elisa Laudiero della segreteria Cgil Napoli e Campania - la nostra totale e netta contrarietà alla costruzione del Centro di permanenza per il rimpatrio a Castel Volturno e, più in generale, in qualsiasi altra parte del territorio nazionale. I Cpr sono veri e propri luoghi di detenzione e di sospensione dei diritti delle persone. I 43 milioni di euro previsti per la realizzazione della struttura - sostiene Laudiero - devono essere investiti nella rinascita del territorio, in particolare per rafforzare il sistema scolastico, la salute pubblica, la mobilità e il lavoro". "Immigrazione - ha aggiunto - non è sinonimo di insicurezza. La vera sicurezza a Castel Volturno si garantisce contrastando la criminalità organizzata e valorizzando la vocazione storica del territorio come laboratorio di umanità e luogo di accoglienza". "Confermiamo - ha concluso - la nostra piena adesione e partecipazione, insieme alla rete del comitato No Cpr, alla manifestazione in programma il 24 ottobre per ribadire pubblicamente il rifiuto della struttura e chiedere risposte concrete al Governo".
