Cava Iuliano, due movimenti criticano la Provincia: "E' per il disastro ambientale"
"Caserta Decide" e "Speranza per Caserta" hanno plaudito al parere non favorevole del Comune: "Giù le mani dai colli tifatini"
CASERTA – Se la notizia del parere non favorevole del Comune sull’impianto di rifiuti nella Cava Iuliano ha suscitato gli applausi dei movimenti, “Caserta Decide” e “Speranza per Caserta” resta perplessa sulla posizione della Provincia che si sarebbe dichiarata favorevole al progetto.
Le due posizioni
“Accogliamo con favore la smentita con cui la commissione straordinaria che governa Caserta ha chiarito di essere contraria all’impianto di trattamento rifiuti nella Cava Iuliano, a San Clemente. È una posizione che condividiamo e che la città e San Clemente aspettavano – scrivono i dirigenti del movimento casertano - Altrettanto chiara, purtroppo, è la posizione della Provincia di Caserta, oggi guidata da una maggioranza composta dal centrodestra di Zinzi e dai moderati di Zannini, colleghi di Marzo e Casale, responsabili dello scioglimento per camorra della città di Caserta. In conferenza dei servizi Asl, Arpac, Reggia, Soprintendenza e polizia locale hanno espresso parere sfavorevole. La Provincia,ha detto sì, aprendo alla possibilità di realizzare l’impianto al centro delle polemiche.
Ne prendiamo atto: il centrodestra provinciale, il parlamentare Zinzi e i moderati sono per gli impianti nelle cave nei colli tifatini e per il disastro ambientale.
Già pagato un prezzo altissimo
Per i movimenti è giunto il momento di dire basta alla speculazione sui monti Tifatini che devono tornare ad essere quello per cui sono nati: un patrimonio di verde rigoglioso, un polmone d’aria pulita per la comunità locale: “Noi siamo dall’altra parte. Le cave dei Tifatini hanno già pagato un prezzo altissimo e, come stabilito dalla Regione con la Legge Regionale n. 35 del 2025, devono essere recuperate, rinverdite e restituite alla comunità, non trasformate in impianti industriali. Lo confermano i pareri tecnici: l’Arpac ha osservato che non è dimostrato il nesso tra l’impianto e il recupero della cava, e che il progetto somiglia a un impianto autonomo di gestione dei rifiuti. Il sito, peraltro, si trova a circa 500 metri dalle case e da un pozzo dell’Acquedotto Campano, vicino al nuovo Policlinico, ed è classificato a rischio frana molto elevato (R4)”.
Si attende ora la conferenza dei servizi del 18 novembre: “Continueremo a batterci con i cittadini e i comitati, fino alla conferenza dei servizi del 18 novembre e oltre. Giù le mani dai colli tifatini! I Monti Tifatini non hanno bisogno di altri impianti, ma di essere lasciati in pace”.
