antica cittadella
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MARCIANISE/SANTA MARIA CAPUA VETERE - Un elaborato sistema di raggiri che ha giocato sulle speranze di chi sognava un'occupazione sicura e una divisa. Domenico Tartaglione, 63enne originario di Casagiove e residente a Marcianise – figura nota per essere un avvocato e  il padre del celebre influencer nazionale Pietro Tartaglione – dovrà comparire davanti al Presidente della Terza Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la Dott.ssa Luciana Crisci. 

Le accuse formulate dal Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Alessandra Pinto, sono pesanti: truffa aggravata dall'aver cagionato alle vittime un danno patrimoniale di rilevante entità, con l'aggiunta della recidiva semplice.

Il "modus operandi": il finto avvocato e le amicizie altolocate

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, supportate dall'informativa del Commissariato di P.S. di Marcianise, Tartaglione avrebbe messo in piedi un castello di menzogne ben architettato. L'imputato si presentava alle vittime come un avvocato regolarmente iscritto all'Ordine di Santa Maria Capua Vetere, dichiarando di avere uno studio a Marcianise in via Novelli.

Sfruttando questa presunta qualifica professionale, millantava conoscenze influenti sia presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze (M.E.F.) sia all'interno della Guardia di Finanza. L'esca era irresistibile per le vittime: la prospettiva di assunzioni dirette proprio nel Corpo della Guardia di Finanza o presso non meglio precisati centri di elaborazione dati.

La finta firma dei contratti e il bottino da quasi 70mila euro

Il piano criminale ha raggiunto il suo culmine in una data precisa: il 20 gennaio 2023. Quel giorno, Tartaglione aveva convinto le persone offese a presentarsi a Napoli, presso il Comando della Guardia di Finanza o al Centro Direzionale presso la sede del M.E.F., per formalizzare la sottoscrizione dei tanto attesi contratti di lavoro. Contratti che, amaramente, si sono rivelati del tutto inesistenti.

Il profitto ingiusto intascato dall'imputato ammonta a decine di migliaia di euro. 

Le persone offese sono difese dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo. Stando al decreto di citazione a giudizio:

 * G.F. è stata indotta a consegnare la somma di 20.000 euro in più tranche nel 2019, versati tramite dieci titoli bancari.

 * Ad A.A. sono stati sottratti 28.000 euro, consegnati in contanti e tramite bonifico tra il 2019 e il 2021.

 * C. S. ha versato complessivamente 20.000 euro in contanti nel periodo compreso tra la fine del 2020 e la primavera del 2021.

 * Nel caso di A.P. , invece, l'illusione del posto di lavoro è servita al finto avvocato per garantirsi la continuità di un rapporto professionale con il compagno della donna, per il quale Tartaglione stava curando una pratica di fallimento aziendale.

L'udienza predibattimentale farà ora luce su una vicenda che ha lasciato dietro di sé danni economici e cocenti delusioni.