Omicidio Marrandino, moglie e figlio del killer patteggiano: la pena
I due erano accusati di favoreggiamento: avrebbero nascosto l'arma del delitto

CESA – Nuova svolta sulla vicenda giudiziaria legata al duplice omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino avvenuto nel giugno 2024 per motivi di viabilità sulla Nola-Villa Literno, all’altezza dello svincolo per Succivo.
Per l’assassinio dei due germani, lo ricordiamo, è stato già condannato all’ergastolo il killer reo confesso Antonio Mangiacapre.
La condanna alla moglie e al figlio del killer
Il Tribunale di Napoli Nord nella giornata di ieri invece si è espresso su Giuseppina Bortone e Vincenzo Mangiacapre, rispettivamente la moglie e il figlio del killer. Entrambi infatti erano accusati di favoreggiamento personale, ricettazione, detenzione e porto illegale d’armi. I giudici hanno accolto il patteggiamento ed hanno condannato i due alla pena di due anni e dieci mesi di reclusione, oltre a 3mila euro di multa. La detenzione però verrà sostituita da lavoro di pubblica utilità.
Stando alle accuse, Giuseppina Bortone e Vincenzo Mangiacapre avrebbero aiutato Antonio Mangiacapre, già condannato per il duplice omicidio, a nascondere armi ed in particolare la pistola usata per l’assassinio.
La ricostruzione
La scena si svolse sotto gli occhi di una pattuglia dei carabinieri, che intervenne, con Mangiacapre che puntò la pistola contro i militari e con il capopattuglia che esplose due colpi senza colpirlo; ne nacque un inseguimento ma Mangiacapre riuscì a dileguarsi per poi essere fermato alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove si era recato dicendo essere stato colto da malore.
Lo stesso Mangicapre nel corso di questo procedimento aveva indirizzato una lettera ai parenti dei fratelli Marrandino chiedendo scusa, ma questo gesto non gli è valso nulla in termini di lievità della sentenza.
