Punti nascita a Sessa e Piedimonte, con la chiusura il privato supera il pubblico
L'analisi della situazione tra norme e calo demografico: la lotta per la sanità
SESSA AURUNCA/PIEDIMONTE MATESE – Il futuro dei punti nascita di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese continua ad essere al centro di un ampio confronto.
L'accordo Stato-Regioni
L’analisi della situazione nel Casertano va inserita in un contesto più ampio in cui la sanità pubblica sta cedendo sempre più spazio a quella privata. Proprio il tema della natalità è una delle evidenze più concreta di questa trasformazione. L’accordo Stato-Regioni del 2010, sottolinea il quotidiano, prevede come soglia minima per mantenere un reparto natalità aperto è quella dei 500 parti annui.
L'analisi
Se a questa soglia, messa già in discussione dal calo demografico che vive il nostro paese, si aggiunge il richiamo del settore privato, va da sé il destino dei punti nascita pubblici come quello di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Stando a quanto dichiarato da Domenico Palmiero, coordinatore del movimento “San Rocco Bene Comune”, nel Casertano il settore privato sta soppiantando quello pubblico. Se infatti venissero chiusi i punti nascita di Sessa Aurunca e Piedimonte, in provincia ne resterebbero solo 8, 5 privati e 3 pubblici. “Serve ridurre le convenzioni dove non sono sussidiarie ma competitive. Solo così possiamo davvero proteggere le famiglie” – ha dichiarato Palmiero.

