antica cittadella
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MARCIANISE – Si sono svolti nel pomeriggio di ieri i funerali di Francesco Dergano, il giovane operaio di 23 anni di Marcianise deceduto all’ospedale Cardarelli di Napoli dopo un incidente sul lavoro avvenuto a Trentola Ducenta.

Una chiesa gremita

In una chiesa gremita, l’intera comunità di Marcianise ha voluto dare l’ultimo abbraccio a Francesco, vittima del lavoro. I funerali si sono svolti nella chiesa di San Giovanni Paolo II. I familiari, stravolti dal dolore, sono stati abbracciati dall’intera città che ha partecipato commossa e solidale all’ultimo saluto ad un ragazzo che è volato in cielo mentre lavorava per costruirsi un futuro. 

Il messaggio del vescovo

All’interno della chiesa c’era anche la sindaca Maria Luigia Iodice che ha proclamato il lutto cittadino. Il parroco don Gianni Vella, dopo essersi soffermato sull’importanza della sicurezza sul lavoro, che “non è burocrazia, ma un atto di amore”, ha letto alla comunità il messaggio del vescovo di Caserta mons. Pietro Lagnese: “Non possiamo più permetterci di restare spettatori di questa inaccettabile scia di dolore. Come ho avuto modo di sottolineare in passato, dinanzi a simili tragedie il cordoglio non basta; occorre risvegliare le coscienze. Non è possibile, in una società che si definisce civile, che la ricerca del pane quotidiano si trasformi in una condanna a morte. Ogni volta che muore qualcuno sul posto di lavoro, dobbiamo dire con forza: “basta, non deve succedere più!”. Purtroppo, invece, gli incidenti si ripetono, oscurando le nostre coscienze con un dolore che si fa nero – ha sottolineato Lagnese - Mentre affido l’anima di Francesco alla misericordia del Signore, rinnovo l’appello a tutte le istituzioni e alle imprese: non lasciamo che questo sacrificio rimanga vano. Si mettano in campo risorse, controlli e sforzi formativi necessari affinché il nostro territorio non debba più piangere i propri figli. Chiedo al Signore che consoli chi oggi si ritrova nell’oscurità del lutto e doni a noi tutti il coraggio di lottare, insieme, per un lavoro che sia davvero degno dell’uomo e specchio di una terra che sa rispettare il dono sacro della vita”.

Il ricordo della cugina

Sull’altare ha preso la parola anche la cugina di Francesco che ha saputo tracciarne il volto umano, gioioso e pieno di vita. Un sorriso che è stato spezzato da un’insensata fatalità. “Sarai uno degli angeli più belli della nostra famiglia” ha detto la cugina.

L'uscita del feretro dalla chiesa è stato salutato con applausi e con il lancio di palloncini in cielo. Grande commozione, lacrime e abbracci.