antica cittadella
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CASERTA/MADDALONI – Una scarica elettrica che zampilla nelle vene al suono della prima nota e che ti spinge a ballare mentre la mente e l’anima vagano lontano alla ricerca delle nostre antiche origini, di quelle emozioni innate che accomunano tutte le generazioni passate e presenti.

L'esibizione a “Settembre al Borgo”

E’ questo la sensazione che ti pervade e che ti possiede quando assisti ad un’esibizione dei Taranterrae, il gruppo di musica popolare casertana che proprio sabato sera, nella splendida cornice di Casertavecchia, in occasione della rassegna “Settembre al Borgo”, ha festeggiato i trent’anni di attività. 

taranterrae

Una serata indimenticabile è quella che questi splendidi musicisti hanno regalato al pubblico presente: ritmo, passione, ma anche storia e tradizione che fanno dei Taranterrae l’orchestra più apprezzata non solo in provincia di Caserta, ma anche al di fuori. 

“Fin dalle prime note, l'atmosfera si è scaldata e gli spettatori si sono lasciati trasportare dal ritmo travolgente della taranta e dei canti tradizionali, ballando ininterrottamente per tutta la durata del concerto – hanno dichiarato i Taranterrae - I brani presentati sul palco sono stati un'autentica scarica di energia pura, alternando momenti ricchi di profondo pathos a ritmi festosi che hanno toccato le corde più intime degli spettatori. La scaletta ha saputo omaggiare e richiamare con rispetto e vigore tutte le più importanti tradizioni popolari della Terra di Lavoro, restituendo dignità alle storie, alle leggende e alle melodie che caratterizzano le radici storiche di questo territorio”.

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Gruppo musicale ed equipe di studio e ricerca

E’ importante infatti non dimenticare che i Taranterrae, gruppo guidato presidente l’avvocato Gaetano D’Errico ed il vicepresidente Domenico Vescuso, docente dell’Istituto “Settembrini” di Maddaloni. , non sono solo un gruppo di musica popolare, ma si caratterizzano anche per essere contemporaneamente anche un’equipe di studio musicologico che cerca di indagare, andando sempre più a ritroso nel tempo, le origini delle musiche popolari meridionali, portando alla luce anche testi e melodie coperti dalla coltre opacizzata del tempo.

“Il meglio di questo trentennio di riscoperta è stato condensato in una scaletta serrata ed emozionante, lo specchio fedele di quel prezioso lavoro filologico che l'associazione ha raccolto e prodotto in volumi cartacei, supporti audio e produzioni multimediali. L'evento non ha solo celebrato una felice ricorrenza artistica, ma ha confermato l'importanza della musica popolare come potente collante generazionale e sociale per l'intera comunità”.

La folta partecipazione di pubblico e la chiassosa e felice rappresentazione rappresentano un successo ed un consenso non solo per i Taranterrae, ma anche e soprattutto per un genere, quello della musica popolare, che sopravvive e conquista tutto e tutti.

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