antica cittadella
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MONDRAGONE – Si sono chiuse le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere sull’inchiesta per la maxi truffa dei fondi Invitalia utilizzati per la costruzione di un caseificio.

Rischiano il rinvio a giudizio

Si attende ora la decisione del gup: a rischiare il rinvio a giudizio ci sono il consigliere regionale sospeso Giovanni Zannini, gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, Alfredo Campoli, il direttore generale per la Tutela della Salute Antonio Postiglione, e i funzionari delle varie commissioni Giancarlo Andolfo, Daniele Braccini, Flora Cirelli, Salvatore Perfetto e Luigi Pilotti. 

I filoni d'indagine della Procura

Stando alla tesi della Procura, Zannini avrebbe messo in atto delle pressioni, attraverso la mediazione dell’imprenditore Antonio Postiglione, per avere la rimozione da direttore sanitario dell’Asl di Caserta di Enzo Iodice.

Un altro filone nella stessa indagine è quello relativo alla realizzazione di un caseificio da parte di una società legata agli imprenditori Paolo e Luigi Griffo. Zannini in questo frangente si sarebbe attivato per impedire la revoca del finanziamento da parte di Invitalia che era superiore ai 10 milioni di euro. Questo finanziamento, per la Procura, non sarebbe stato concesso a causa di carenze in materia di documentazione e regolarità nelle procedure. In questo caso le accuse sarebbero quelle di truffa, falso e corruzione. In questo frangente entrano in causa i cinque tecnici delle commissioni che, su pressione di Zannini e dei Griffo, avrebbero realizzato un falso studio ambientale.

Zannini nell’altro filone d’indagine avrebbe beneficiato attraverso vari interventi l’imprenditore Campoli per l’affidamento di contratti per la gestione dei rifiuti e dei servizi ambientali nel comune di Teano. In virtù di questo accordo, secondo la Procura, Zannini avrebbe ricevuto in regalo due motorini per i figli da parte di Campoli.