antica cittadella
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CASERTA/RIETI (Nico Landolfo) - Con il punteggio di 81-73 a favore della Real Sebastiani, va in archivio la sfida che segna il ritorno della Juvecaserta 2021 in serie A2. Un debutto, nonostante il risultato, tutto sommato incoraggiante per i bianconeri, in un match che vi racconteremo con un libro in mano: La Coscienza di Zeno, di Italo Svevo.

Risultato deciso nel finale

La partita può essere ricostruita sulla contraddizione fra ciò che sarebbe dovuto succedere e ciò che è effettivamente accaduto, col risultato che viene deciso solo nel finale anche e soprattutto dagli errori di chi aveva ancora la possibilità di controllarlo. Le sicurezze e le incertezze delle due squadre si alternano ossessivamente come le nevrosi di Zeno Cosini, con i reatini che prima sembrano in assoluto controllo per poi perdere le redini e l’inerzia della sfida annichiliti dalla difesa casertana. E solo un colpo di coda finale regala il successo ai ragazzi di coach Fabrizi, con l’onore delle armi concesso alla legione di coach Lino Lardo. 

Ultime sigarette 

La fotografia del primo quarto di gioco mette a fuoco Zeno Cosini e il suo vizio del fumo. La ripetizione ossessiva nel definire ogni sigaretta come la sua “ultima” mette a nudo le certezze di una Sebastiani pronta e motivata e le amnesie di una matricola come la Juve uscita dallo spogliatoio pigra. Così come il protagonista di Svevo è convinto, ogni maledetta volta, che con quell’ultima inspirazione di tabacco, il vizio sarà soddisfatto e vinto, così Rieti apre le ostilità con un 20-5 mortifero in cui Piccin è preciso dall' arco, ma è soprattutto il duo americano Green-White a fare pentole e coperchi. E Caserta? Esattamente come nelle pagine del romanzo, quella convinzione cederà il passo al ricordo dei fallimenti delle precedenti ultime sigarette, che in questo caso si sostanzia in un flashback all'ultima di playoff contro Vigevano. Altri lidi, altri film, altre congetture. Non è un caso che sia uno dei nuovi arrivati, Henry, che non c’era nel recente passato a scuotere i suoi dal torpore, per un -9 (27-18) al primo stop and go che è oro puro per i viaggianti.

Storia di una associazione commerciale 

Il secondo quarto è una storia a sé. Caserta pare non accettare il ruolo che la partita le ha assegnato. Se Johnson riesce a creare dal palleggio e Henry continua a fatturare, ecco che i bianconeri rientrano. Non c'è spettacolarità, è uno stare a contatto a cui la Sebastiani risponde, col solito Piccin e con Imbrò. Quando serve la sterzata però è capitan D’Argenzio a prendersi la squadra sulle spalle. La second unit, con un Hadzic ficcante, tiene botta sul secondo strappo reatino, ma poi eccola, di nuovo, l’ennesima ultima sigaretta che vale la pena di godersi: una tripla di Bartoli sulla sirena che regala ai padroni di casa il 47-37 dell' intervallo, proprio quando Caserta sembrava avere l’inerzia dalla sua. 

Veleni, veleni e Contravveleni

Il terzo quarto è lavoro di cesello. Ogni soluzione che le squadre alternativamente trovano, diventa il problema successivo da affrontare per l’avversario. Coach Lardo inizia a piazzare le zone più disparate per fermare Green e compagni, la mossa riesce. Laganà dalla panchina porta punti e presenza, Sperduto, silente in attacco nel primo tempo ma sempre ad alimentare il flow, dopo un inopinato 0/2 dalla lunetta mette una tripla che significa -2 per Caserta, che manda in visibilio i più di 250 tifosi arrivati dalla città della Reggia. Rieti è in rotta, sbaglia anche tanto a cronometro fermo, ma come per Zeno, trova il giusto mezzo, Sow che mette una tripla ancora una volta spezzagambe nel finale di quarto per il +5 (68-63) dell' ultimo stop and go. 

Ironia e la scelta dell'Alberta 

Svevo nelle sue pagine piazzava stille di ironia tragica a far da contorno alla vita del suo Zeno. Quando dice che non v’è niente di più difficile a questo mondo che di fare un matrimonio come si vuole, non è letterale ma vuole dire che qualsiasi siano le premesse non sempre i binari che seguiremo saranno quelli attesi. Così avviene in terra reatina: con Hadzic e D’Argenzio sugli scudi a tirare la carretta e a propiziare la rimonta ospite, è Rota, fino a quel momento disastroso, a mettere due triple esiziali che sono ossigeno per la Sebastiani. Non basterebbe comunque. Brambilla si mette in proprio e a 5’ dalla fine non solo pareggia ma fa mettere la freccia alla Juve, con un gioco da tre punti con il quinto fallo per Imbrò. Potrebbe essere il colpo del ko, invece Caserta, un po' come Zeno, rimugina troppo, cerca soluzioni facili, veloci ed affrettate, e, paradossalmente la scelta dell’Alberta di questa partita è affidarsi al talento di Johnson laddove era stato il gruppo a portarla fino a lì. Tre perse di fila, un canestro da maestro di Green e un fallo subito da Piccin e la gara va a farsi benedire. Finisce 81-73, con i reatini che la portano a casa. 

My Two Cents

Se il calendario avesse proposto questa gara a campo invertito, a parità di canovaccio, magari il finale avrebbe potuto essere differente. L' esordio di Caserta è convincente proprio nelle cose che sembravano in dubbio alla vigilia. D’Argenzio è ancora leader offensivo del gruppo, Hadzic regge bene l'urto contro lunghi più fisici e oggi è il migliore, Laganà porta ordine ed esperienza quando serve, Brambilla minuti di qualità. Di Nobile e Sperduto non si dubitava e fanno il loro, portando il mattone. Magari oggi Lo Biondo stecca, ma ci sta. Il resto? Si puntava sullo zoccolo duro della squadra che ha vinto in B e a deludere sono proprio i nuovi arrivati. Henry è il migliore dei 3 (ci perdonerà Stable Terry che oggi non ha visto il parquet). Segna quando non entra praticamente niente nei primi 15 minuti, si sbatte in difesa nella ripresa, prova a fare tanto seppur non sempre con grande risultato, non gli manca l'iniziativa ma la concretezza. Cosa che si può dire per un Seck che ha avuto i suoi minuti ma ha sofferto a rimbalzo fin troppo contro White e Bartoli, che lo hanno battuto in energia: è qui che deve scattare il quid pluris, non nel migliorare quel jumper dai 4 metri che sembra non essere ancora nelle sue corde.  Johnson, invece, mostra di avere un talento ancora avulso dal sistema squadra. Le sue fiammate nel primo tempo sono ossigeno, immarcabili, le sue scelte nel finale sono sanguinose non per il risultato finale quanto per aver accentrato un gioco che stava fluendo sulla circolazione. Alla fine, in casa bianconera Mimmo scrive 14 a referto, Hadzic ne aggiunge 8 con 6 rimbalzi, Henry e Johnson 12. Qui sta la profondità di Caserta, un dato anomalo per una neopromossa da salvezza in qualche modo: tutti a referto e tutti protagonisti. E non solo in attacco, ma anche e soprattutto in difesa dove se la Juve rientra è perché imbriglia Rieti nelle maglie della sua zona, specie quella fronte dispari. 

La Sebastiani ha pescato due americani di livello: Green dimostra leadership e mano morbida (18), White solidità con doppia doppia da 15 e 13 rimbalzi, ma sono Piccin, Rota e Bartoli a segnare il passo. Piccole grandi cose che, nella giornata no di Imbrò e Severini, oggi sono valse la vittoria per i ragazzi di coach Fabrizi. Ed il risultato finale di 81-73 può essere ancora una volta riassunto con le parole di Svevo: La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti.

Overview 

RSR Sebastiani Rieti – Juvecaserta 2021 81-73 (27-18, 47-37, 63-58)