Truffano pensionata con messaggi Whatsapp spacciandosi per il figlio: 2 denunce
La vittima ha scoperto il raggiro solo dopo aver versato 3mila euro
CASERTA - Credeva di essere stata contattata dal figlio in un momento di difficoltà ed è stata ingannata con una truffa su WhatsApp. È accaduto a una pensionata 67enne residente a Casina, in provincia di Reggio Emilia, che convinta di aiutare un familiare ha finito per versare quasi 3mila euro di risparmi a delle persone che si spacciavano per il figlio.
L'esito dell'indagine
Al termine dell’indagine i Carabinieri della Stazione di Casina hanno denunciato 2 uomini, presunti responsabili. I due, di 40 e 20 anni, residenti rispettivamente in provincia di Caserta e a Napoli, sono stati denunciati dai Carabinieri alla Procura di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, con le accuse di concorso in truffa e sostituzione di persona. Hanno numerosi precedenti di polizia per truffe commesse con modalità analoghe. In particolare, il 20enne si è reso irreperibile dal maggio scorso dopo essere sfuggito alla misura degli arresti domiciliari a cui era sottoposto.
La ricostruzione
La vicenda ha avuto inizio nel settembre 2025, quando sull'utenza telefonica della vittima è giunto un messaggio da un numero sconosciuto: "Mamma tutto bene? Mi si è rotto il telefono, memorizza questo numero e scrivimi su WhatsApp". La donna, non sospettando l’inganno poiché il figlio si trovava effettivamente all'estero e aveva accennato a problemi con il cellulare, ha risposto immediatamente. Solo dopo avere effettuato tre distinte operazioni di ricarica su carte prepagate e bonifici per un totale di circa 3mila euro, una volta rientrata a casa e confrontatasi con il marito, che aveva appena parlato con il vero figlio, la donna ha compreso di essere stata vittima di un raggiro.
