antica cittadella
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SESSA AURUNCA - L'autopsia è terminata già da qualche giorno, ma ancora non si ha il nulla osta del magistrato per effettuare le esequie di Vincenzo Iannitti, ucciso brutalmente dal suo amico Victor Uratoriu nella frazione di San Castrese di Sessa Aurunca. Nelle prossime giornate si avranno le nomine dei periti per gli accertamenti irripetibili sui cellulari dei protagonisti, così come sono ancora in corso gli ultimi accertamenti sull'abitazione del reo confesso. Ricordiamo che Victor Uratoriu è indagato per omicidio doloso e occultamento di cadavere ed è difeso dall'avvocato Luigi Imperato, mentre i difensori di parte offesa sono l' Alberto Verrengia e Giuseppe Stellato.

L'omicidio

Vincenzo era scomparso di casa il 18 marzo scorso e per l'ultima volta era stato visto in compagnia proprio del 19enne. Uratoriu, sentito nel carcere di Santa Maria Capua (a difenderlo l'avvocato Luigi Imperato), alla presenza del sostituto procuratore Gionata Fiore, ha chiesto scusa e si è detto pentito per aver ucciso l'amico di una vita, confermando al giudice Mario Bottone di aver inferto due coltellate a Vincenzo al culmine di una lite, e di averne poi gettato il corpo nel cortile interno della casa fatiscente attigua alla sua. 

Il movente dichiarato dal 19enne

Secondo il suo racconto, la discussione sfociata nel sangue sarebbe stata legata all'intenzione di Vincenzo di andare a Roma, e lui temeva che la trasferta fosse destinata all'acquisto di droga che la vittima avrebbe voluto rivendere a San Castrese. In sostanza, stando alla versione del 19enne, sarebbe stato lui a provare a dissuadere Vincenzo dal commettere un reato, e la reazione dell'amico avrebbe scatenato in lui una rabbia cieca. Al termine dell'udienza di convalida, il gip si è riservato la decisione. Di certo i due amici erano incensurati e non avevano alcuna segnalazione per spaccio o assunzione di droga.