antica cittadella
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Guido è morto in ospedale
Guido è morto in ospedale

CASERTA – È morto all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta Guido, ex cameriere e clochard, rimasto coinvolto in una violenta aggressione avvenuta in piazza Sant’Anna. Arrestato l'aggressore che ha cagionato la morte di Guido. 

 

Picchiato a sangue in piazza Sant'Anna: Guido è morto, arrestato l'aggressore

Guido era molto conosciuto nella zona, era stato trasportato d’urgenza in ospedale dopo aver riportato gravi lesioni, tra cui un considerevole trauma cranico.

Secondo una prima ricostruzione, Guido sarebbe stato aggredito per futili motivi da un uomo di nazionalità rumena. La violenza si sarebbe consumata davanti agli occhi increduli di alcuni commercianti e passanti, che, dopo aver assistito al pestaggio, sarebbero intervenuti per prestare soccorso alla vittima e allertare il 118.

Quando i sanitari sono arrivati sul posto, le condizioni di Guido sono apparse subito estremamente critiche. L’uomo è stato trasferito rapidamente al nosocomio casertano, dove i medici hanno tentato di stabilizzarlo. Nonostante le cure ricevute, però, il suo quadro clinico è progressivamente peggiorato fino al tragico decesso.

 

L'uomo era rimasto vittima di una brutale aggressione in centro: sul pestaggio indagano i finanzieri. Il vescovo Lagnese: «Questa morte ci interroga tutti»

L'uomo era rimasto vittima di una brutale aggressione in centro: sul pestaggio indagano i finanzieri. Il vescovo Lagnese: «Questa morte ci interroga tutti»

Sulla vicenda hanno fatto luce i finanzieri del Comando provinciale di Caserta, intervenuti subito dopo l’aggressione. Determinanti, nell’attività investigativa, sarebbero state le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e un filmato realizzato da un testimone proprio durante i momenti della violenza.

Grazie alla visione dei video, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e a identificare il presunto responsabile del pestaggio, che è stato successivamente arrestato.

Restano ora da chiarire tutti gli aspetti della vicenda e le responsabilità dell’aggressore. La notizia della morte di Guido ha suscitato sgomento tra quanti lo conoscevano e tra i residenti della zona, ancora profondamente colpiti dalla brutalità dell’accaduto.

 

Il messaggio del Vescovo di Caserta ed Arcivescovo di Capua

Sull'aggressione che ha provocato la morte di Guido è intervenuto Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta. 

"Ho appreso con profondo dolore e grande turbamento la notizia di un uomo senza dimora, di nazionalità algerina, trovato privo di vita nella nostra città, in un luogo che era diventato il suo precario rifugio: i portici di piazza IV Novembre, proprio all’esterno del “Campo Laudato si’ Caserta”.

Dietro la definizione di «cittadino straniero» c’è una persona, una vita, una storia, un volto. C’è un fratello. E, per noi cristiani, a quell’uomo ancora senza nome, possiamo dare un nome che ci interpella profondamente: lo stesso di Gesù di Nazareth che ci ha detto: «Ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e non mi avete visitato» (cfr. Mt 25,43).

Questa morte deve interrogare tutti: la comunità cristiana, le istituzioni, il mondo del volontariato e ciascun cittadino. Ci chiede di non abituarci mai alla sofferenza che incontriamo nelle nostre strade, di non diventare indifferenti dinanzi alla solitudine, alla povertà e all’emarginazione.

Ringrazio quanti, spesso nel silenzio, ogni giorno si prendono cura delle persone più fragili e di coloro che vivono senza una casa; ringrazio in particolare la nostra Caritas, che sta seguendo questa dolorosa vicenda e si sta adoperando affinché al nostro fratello possa essere assicurata una degna sepoltura. Quanto accaduto ci dice, però, che dobbiamo fare ancora di più, insieme, perché nessuno possa sentirsi invisibile, dimenticato o solo.

Affido al Signore questo nostro fratello e prego perché la sua morte scuota le nostre coscienze e ci renda più capaci di riconoscere, accogliere e custodire Cristo presente in ogni persona ferita".