Atti di indirizzo introvabili, Formato chiede al sindaco di riferire
Il consigliere del Pd: "La vicenda è paradossale anche sotto il profilo istituzionale"
MADDALONI – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del consigliere comunale del Pd di Maddaloni Alfonso Formato.
Scomparsi gli atti di indirizzo
“Abbiamo presentato un’interrogazione consiliare per sapere una cosa molto semplice: che fine hanno fatto gli atti di indirizzo approvati dal Consiglio Comunale di Maddaloni. Parliamo di mozioni votate dall’assise cittadina su temi fondamentali: mobilità ciclistica e cicloturismo, riconoscimento dello Stato di Palestina, tutela della dignità del lavoro negli appalti, osservatorio civico ambientale sulla Terra dei Fuochi, sostegno psicologico ai giovani. Ad oggi, però, non è dato sapere quali atti concreti siano stati adottati dall’amministrazione per dare seguito a decisioni approvate democraticamente dal Consiglio Comunale. La vicenda è paradossale anche sotto il profilo istituzionale, perché ad ora l’unico riscontro fornito riguarda una delibera che non era nemmeno oggetto della richiesta avanzata dalla Commissione. Un fatto che rende ancora più evidente la confusione e l’approssimazione con cui si sta affrontando una questione che invece meriterebbe trasparenza e serietà.
Trattamento inaccettabile
È inaccettabile che il Consiglio Comunale venga utilizzato solo come luogo di approvazione formale di atti destinati poi a rimanere lettera morta. Le mozioni non sono manifesti propagandistici né strumenti di facciata: rappresentano indirizzi politici precisi che l’amministrazione ha il dovere di rispettare o, quantomeno, di spiegare pubblicamente perché non intenda attuare.
La richiesta al sindaco
Per questo, abbiamo dato seguito alla nostra iniziativa chiedendo al Sindaco una risposta chiara e dettagliata da dare in consiglio comunale. I cittadini hanno diritto di sapere se dietro annunci, votazioni e proclami esista davvero un’attività amministrativa concreta oppure se ci si trovi davanti all’ennesima operazione utile solo a costruire consenso senza produrre risultati. Il rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale e della funzione di controllo delle minoranze non è una concessione della maggioranza di turno: è un principio basilare di democrazia istituzionale”.
