antica cittadella
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Roberto Fusciello morto dopo la testata al volto
Roberto Fusciello morto dopo la testata al volto

CELLOLE – Un’aggressione avvenuta con una violenza inaudita. E’ questa la definizione adoperata dal sostituto procuratore Stefania Pontillo nella nuova udienza del processo per l’omicidio di Roberto Fusciello, il falegname di 46 anni di Cellole, colpito con una testata al volto durante una lite avvenuta nel gennaio 2024. Sul banco degli imputati c’è Gianluca Sangiorgio.

La richiesta del pm

Nella giornata di ieri in Corte d’Assise al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma con a latere Honoré Dessi, il pm ha richiesto la condanna all’ergastolo per l’imputato. La dura richiesta è legata stando al pm proprio alla violenza messa in atto dall’imputato come testimoniato dalle immagini della videosorveglianza, un video di 16 minuti che riprende l’aggressione avvenuta all’esterno della GoldBet. L’aggressione, lo ricordiamo, come testimoniato dall’imputato, è scattata dopo l’apprezzamento del Fusciello alla figlia. Una violenza spropositata di fronte ad un’azione discutibile, ma di certo non gravissima e che, per la pm, non è potuta essere del tutto accertata. 

Violenza e futili motivi

Il sostituto procuratore Pontillo inoltre nella sua requisitoria ha posto l’accento sul fatto che l’ultima sequenza dell’aggressione, quella che ha poi portato alla testata al volto, è scattata quando la vittima era di spalle a parlare con il fratello del Sangiorgio. 

La richiesta di condanna all’ergastolo è per il capo d’imputazione di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Si torna in aula entro maggio.