antica cittadella
antica cittadella

SAN MARCELLINO/MADDALONI – È stato inaugurato oggi, in via Magellano a San Marcellino (CE), il nuovo Centro di accoglienza per minori in affido, realizzato nell'immobile confiscato a Giovanni Garofalo.

Il progetto

L'intervento rappresenta un nuovo tassello nel percorso di recupero sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata, con un progetto che coniuga legalità, inclusione e sostegno ai minori più fragili.

Il recupero e la valorizzazione del bene sono stati finanziati dalla Regione Campania con un contributo di 150mila euro. I lavori di riqualificazione sono stati completati dal Comune di San Marcellino, mentre Agrorinasce ha curato l'iter pubblico per l'individuazione del soggetto gestore della struttura, successivamente affidata alla cooperativa sociale Hermes.

La comunità alloggio, già operativa, è accreditata presso l'Ufficio di Piano ed è inserita nell'elenco delle strutture riconosciute dalla Procura del Tribunale per i Minorenni di Napoli. Attualmente è impegnata nell'attuazione del progetto di start up "Comunità Alloggio 4.0", rivolto ai minori ospiti e finalizzato alla costruzione di percorsi educativi e di accompagnamento all'autonomia attraverso attività di educazione digitale e formazione, con l'obiettivo di accrescere le competenze e favorire l'inclusione sociale e lavorativa dei ragazzi.

La cerimonia e le dichiarazioni

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato il sindaco di San Marcellino e presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, il consigliere regionale e presidente della Commissione speciale Antimafia della Regione Campania Vincenzo Santangelo, il procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Michele Del Prete, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, la procuratrice aggiunta della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord Annamaria Lucchetta, il magistrato del Tribunale di Napoli Nord Luigi Buono, la dirigente della sede di Napoli dell'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati Daniela Lombardidon Antonio Diana, delegato dal Vescovo Angelo Spinillo, oltre a rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni civili e politiche del territorio.

A illustrare le attività della struttura è stato il presidente della cooperativa sociale Hermes Pasquale Laudando: «La comunità accoglierà minori tra i 13 e i 18 anni. Parallelamente abbiamo avviato un centro diurno polifunzionale che offrirà percorsi di inclusione, orientamento e inserimento lavorativo. La nostra ambizione è valorizzare le potenzialità di ogni ragazzo e aiutarlo a costruire il proprio progetto di vita».

Per la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, l'apertura del centro assume un forte valore simbolico e concreto: «Un immobile sottratto alla criminalità organizzata viene restituito alla collettività con una finalità sociale. La collaborazione tra l'ente comunale e il Terzo Settore consente di rispondere concretamente al bisogno di creare un luogo di accoglienza e tutela per minori che vivono situazioni di fragilità».

Il progetto, ha evidenziato l'amministratore delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci, interpreta pienamente la missione della società consortile: «Oggi è stata una giornata importante perché inaugurare un centro per minori in un bene confiscato è sempre una notizia bella; è poi ovviamente il risultato di un lavoro duro che parte dall'azione giudiziaria delle forze di polizia e della magistratura e arriva fino alla confisca dopo molti anni. C'è dunque il lavoro dell'agenzia, c'è poi il lavoro del Comune di San Marcellino e di Agrorinasce per riconsegnare una struttura che prima era vandalizzata ed è poi invece diventata una cosa bella non solo esteticamente, ma anche come attività sociale. La destinazione ai minori è il segnale più bello che si può dare per un luogo dove i più piccoli minori possono trovare una storia alternativa, altrimenti segnata dalla bruttezza».

Nel suo intervento, il sindaco di San Marcellino e presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano ha sottolineato il significato della nuova struttura per il territorio: «Qui nasceranno relazioni, si costruiranno percorsi di autonomia e si formeranno cittadini consapevoli. Questo luogo dimostra che nessun territorio è condannato al proprio passato e che le comunità possono trasformare le ferite in opportunità. Da oggi queste mura non parleranno più di sopraffazione criminale, ma di accoglienza, educazione, crescita e futuro».

Anche il consigliere regionale Vincenzo Santangelo ha rimarcato il valore di una giornata da ritenersi storica perché un bene confiscato alla camorra viene restituito alla parte giovane della società civile per guardare al futuro con speranza e nel segno della legalità.

“Un luogo che un tempo rappresentava il potere della camorra oggi diventa uno spazio di accoglienza, crescita e futuro per tanti giovani. È questa la risposta più forte dello Stato: trasformare i simboli dell'illegalità in opportunità concrete di riscatto sociale - ha dichiarato Santangelo - Desidero ringraziare la Regione Campania per aver finanziato il progetto, il Comune di San Marcellino per il lavoro svolto nel recupero della struttura, Agrorinasce per l'impegno profuso nel percorso di valorizzazione del bene confiscato e la Cooperativa Sociale Hermes che gestirà il centro, offrendo ai minori un ambiente sicuro, accogliente e ricco di opportunità. Particolarmente significativa è stata la presenza del Prefetto di Caserta, Lucia Volpe, che ringrazio per l'attenzione e la sensibilità istituzionale dimostrate verso un progetto che rappresenta un esempio concreto di legalità e vicinanza ai territori. Un sincero ringraziamento va inoltre al Sindaco di San Marcellino e Presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, alla magistratura, alle forze dell'ordine, alle autorità civili, religiose e militari intervenute e a tutti coloro che, con il proprio lavoro quotidiano, contribuiscono a trasformare i beni confiscati alla criminalità organizzata in strumenti di crescita e sviluppo per le nostre comunità. La lotta alla camorra non si conclude con la confisca dei beni. La vera vittoria si realizza quando quei beni tornano a vivere, diventando luoghi di solidarietà, inclusione e speranza per le nuove generazioni”.

lucia volpe vincenzo santangelo

Il procuratore aggiunto della DDA di Napoli Michele Del Prete, responsabile delle indagini sui clan casertani, ha definito l'apertura del centro «un segnale forte per questa terra», ricordando il lavoro svolto negli anni da magistrati e forze dell'ordine nella lotta alla criminalità organizzata. Del Prete ha evidenziato l'importanza “della legislazione antimafia e del sistema di riutilizzo dei beni confiscati, riconosciuto come modello anche a livello internazionale, sottolineando come iniziative di questo tipo rappresentino un importante strumento di riscatto sociale e culturale, soprattutto per le nuove generazioni. Noi speriamo innanzitutto che quello che è stato costruito in questi anni sotto il profilo della legislazione antimafia non venga poi dimenticato, perché assistiamo sempre a dei segnali da parte di qualche appartenente alle compagini governative che tende in qualche modo a sminuire diciamo il valore di questa legislazione”. 

Per la procuratrice aggiunta di Napoli Nord Annamaria Lucchetta, il risultato raggiunto è il frutto di un efficace lavoro di rete: «La confisca dei beni è solo il primo passo. È fondamentale che questi immobili non restino abbandonati ma vengano restituiti alla collettività. Qui la sinergia tra istituzioni, Regione Campania, Comune di San Marcellino, Agrorinasce e cooperativa Hermes ha consentito di trasformare un bene sottratto alla criminalità in un luogo destinato ai minori e al loro futuro».

Anche il presidente della sezione penale del Tribunale di Napoli Nord Luigi Buono ha rimarcato il valore educativo dell'iniziativa: «Il riutilizzo sociale dei beni confiscati contribuisce concretamente alla costruzione della cultura della legalità. Le attività che saranno svolte in questo centro restituiscono alla collettività ciò che era stato sottratto e rappresentano un presidio contro l'illegalità».

Il Prefetto di Caserta Lucia Volpe ha posto l'attenzione sulla responsabilità collettiva verso i più giovani: «Occuparsi dei minori è un dovere civile e sociale. I ragazzi più fragili devono essere accompagnati in un percorso educativo che consenta loro di diventare cittadini consapevoli, autonomi e liberi. Strutture come questa rappresentano un messaggio forte contro ogni forma di devianza e testimoniano il valore della comunità civile quando si mobilita a sostegno dei più deboli».

L'inaugurazione del centro rappresenta così un esempio concreto di come i beni confiscati possano trasformarsi in opportunità di crescita e inclusione, restituendo alla comunità spazi dedicati alla legalità, alla solidarietà e alla tutela delle nuove generazioni