antica cittadella
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Il sequestro dell'officina
Il sequestro dell'officina

LUSCIANO - Proseguono i controlli straordinari contro i reati ambientali disposti dalla Polizia di Stato di Caserta nell’ambito dell’operazione “Terra dei Fuochi”. 

 

Sequestrata officina abusiva nella ‘Terra dei Fuochi’: denunciato il titolare

Ad Aversa, un intervento congiunto degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza e della Polizia Locale di Lusciano ha portato alla scoperta e al sequestro di un’officina meccanica e meccatronica completamente abusiva, trasformata, secondo quanto accertato dagli investigatori, in un sito di sversamento illecito di rifiuti. 

L’attività è stata individuata all’interno di un’area cortilizia privata di circa 80 metri quadrati, dove era stata allestita un’officina priva di iscrizione alla Camera di Commercio, delle necessarie autorizzazioni amministrative e dell’Autorizzazione Unica Ambientale.

Durante il controllo, gli operatori hanno riscontrato un quadro di forte degrado ambientale. Il terreno, privo di sistemi di impermeabilizzazione, risultava contaminato da oli esausti e liquidi lubrificanti, mentre nell’area erano stati accumulati rifiuti speciali e pericolosi, tra cui filtri usati, motori esausti e materiali ferrosi derivanti dalle lavorazioni.

 

Blitz della Polizia a Lusciano: sotto chiave impianto, rifiuti e 12 auto

Considerato il concreto rischio di contaminazione del suolo, è stato disposto il sequestro preventivo dell’intera area, dei rifiuti presenti, delle attrezzature professionali utilizzate per l’attività e di dodici veicoli affidati all’officina per le riparazioni. Il titolare è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord con l’accusa di gestione illecita di rifiuti, emissioni in atmosfera e scarico di acque reflue senza autorizzazione, oltre ad altre violazioni della normativa ambientale.

 

Prevista anche una sanzione di 15mila euro e la confisca di macchinari e attrezzature

Sul fronte amministrativo sono state contestate sanzioni per l’esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione da parte di un’impresa non iscritta nel registro delle imprese artigiane. La normativa prevede una sanzione fino a 15 mila euro e l’avvio della procedura di confisca dei macchinari e delle attrezzature impiegate. Le sanzioni hanno riguardato anche i proprietari delle auto trovate nell’officina, ai quali sono state contestate le violazioni previste per essersi rivolti a un’attività di autoriparazione clandestina e priva delle necessarie autorizzazioni.