antica cittadella
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AVERSA – Controlli ambientali in un’autofficina di Aversa: sequestrati locali, attrezzature e ingenti quantitativi di rifiuti speciali. Il titolare, 37enne del luogo, arrestato in flagranza di reato.

L'ispezione

Un’ispezione ambientale all’interno di un’autofficina di Aversa ha portato all’arresto del titolare dell’attività, un 37enne residente ad Aversa, al termine di un controllo eseguito dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise.

L’intervento è scattato nella tarda mattinata di ieri 24 settembre 2026, a seguito di una denuncia, e ha interessato un’attività di riparazione di parti di autoveicoli in quel centro cittadino. Al momento dell’accesso dei militari dell’Arma, il titolare era intento a effettuare lavori di saldatura su un’autovettura in riparazione mediante una saldatrice ossiacetilenica.

La gestione dei rifiuti speciali

Nel corso del sopralluogo, l’attenzione dei Carabinieri Forestali si è concentrata innanzitutto sulla gestione dei rifiuti prodotti dall’attività. All’interno dell’officina sono stati rinvenuti rifiuti speciali pericolosi, tra cui stracci contaminati da olio e imballaggi contaminati da sostanze pericolose, oltre ad altri materiali riconducibili alle lavorazioni meccaniche.

Particolarmente significativo è risultato il controllo del pozzetto nel quale confluiscono anche i reflui provenienti dai servizi igienici. I militari hanno riscontrato la presenza di sostanze oleose, rilevate anche all’interno di un lavandino utilizzato nell’area di lavorazione.

La situazione più rilevante è emersa nella parte terminale dell’officina. Attraverso una porta in ferro, i militari hanno individuato un locale risultato completamente invaso da rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. All’interno erano presenti batterie al piombo esauste, cumuli di pneumatici fuori uso, imballaggi contaminati da sostanze pericolose e bottiglie di plastica contenenti olio esausto.

La quantità di materiale accumulato era tale da rendere quasi impossibile l’accesso al locale, secondo quanto accertato durante l’ispezione.

Il controllo della documentazione

Nel corso degli accertamenti, i Carabinieri Forestali hanno quindi richiesto la documentazione relativa alla gestione dei rifiuti, tra cui l’iscrizione al RENTRI, il registro di carico e scarico, i formulari di identificazione dei rifiuti e gli atti attestanti il corretto smaltimento dei materiali prodotti dall’attività. Sono stati inoltre richiesti i titoli autorizzativi relativi alle emissioni in atmosfera e agli scarichi dei reflui derivanti dalle lavorazioni.

Il titolare, inoltre, non sarebbe stato in grado di esibire la documentazione richiesta, fatta eccezione per un contratto di smaltimento dei rifiuti valido fino al giugno 2027.

Al termine del controllo, i militari hanno ravvisato, allo stato degli atti e nell’ambito degli accertamenti effettuati, ipotesi di violazione della normativa ambientale in materia di gestione illecita e miscelazione di rifiuti, emissioni in atmosfera e scarichi di acque reflue industriali.

In particolare, secondo quanto contestato, sarebbe stata realizzata una messa a riserva non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, oltre a una miscelazione di rifiuti derivanti dall’attività meccatronica. Contestata anche l’effettuazione di emissioni in atmosfera connesse all'utilizzo della saldatrice ossiacetilenica e del cannello per saldature, in assenza dei necessari titoli autorizzativi, nonché il lavaggio di parti meccaniche contaminate da olio con conseguente convogliamento dei reflui verso un pozzetto collegato anche alla rete dei servizi igienici.

Alla luce degli elementi raccolti, il 37enne è stato arrestato in flagranza, mentre i Carabinieri Forestali hanno proceduto anche al sequestro dell’impresa, delle attrezzature e dei rifiuti rinvenuti, mettendo sotto vincolo l’area interessata dagli accertamenti.

L’attività rientra nei servizi di controllo svolti dall’Arma dei Carabinieri a tutela dell’ambiente e della corretta gestione dei rifiuti, con particolare attenzione alle attività produttive potenzialmente esposte al rischio di dispersione di sostanze inquinanti.

La posizione dell’arrestato sarà ora sottoposta alle valutazioni dell’Autorità giudiziaria. Le contestazioni dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento e fino a eventuale sentenza definitiva permane la presunzione di innocenza.