antica cittadella
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SESSA AURUNCA - Da decenni il Circolo Legambiente di Sessa Aurunca si occupa con impegno della delicata questione ambientale legata al deposito di pet coke nel territorio comunale. Recentemente, l’associazione ha inviato una nota alle FP CGIL e FP UIL di Caserta, chiedendo un intervento urgente per garantire la sicurezza dei lavoratori che operano in condizioni potenzialmente pericolose presso il deposito di pet coke.

L'esposto denuncia

Nella comunicazione, il Circolo ha allegato l’esposto-denuncia redatto dalla stessa Legambiente Sessa e da Paola Villa, consigliera comunale di Formia, insieme al comunicato stampa integrale delle organizzazioni sindacali di Gaeta. L’intento è quello di sollecitare una sensibilità analoga da parte dei sindacati casertani, della ASLCE e di tutti gli organi preposti alla vigilanza e al controllo, nonché delle amministrazioni provinciali e comunali coinvolte nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Il presidente del Circolo, Carmine Venasco, e la responsabile del settore, Giulia Casella, ricordano con amarezza come nel 2015 sia stato consentito, con un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, al soggetto gestore Interport, rappresentato dal sig. Nicola Di Sarno, di continuare a scaricare pet coke – noto come una “feccia” del petrolio altamente cancerogena – all’interno di un deposito a cielo aperto situato in una zona agricola. Il decreto autorizzava un volume massimo di 90mila metri cubi, ridotto rispetto ai 140mila precedentemente concessi, ma senza ulteriori prescrizioni restrittive; inoltre veniva derogata l’altezza massima del deposito, fissata a 60 metri anziché 90.

Nessun ricorso

Ciò che colpisce particolarmente è che contro questa decisione non sia stato presentato alcun ricorso, né al TAR né al Presidente della Repubblica, nonostante fosse nota l’illegalità delle prime autorizzazioni concesse fin dal 1991 dalla USL di Sessa e dal Sindaco, basate su normative sanitarie stringenti quali la legge 30 aprile 1962, n. 283, e il relativo regolamento d’esecuzione D.P.R. 26 marzo 1980, n. 327, che disciplina igienicamente la produzione e la vendita di sostanze alimentari e bevande. Un’apparente contraddizione, evidenziata anche dalle componenti tossiche del pet coke – idrocarburi policiclici aromatici, zolfo, nichel, cromo – sostanze certamente non commestibili né innocue.

Il Circolo auspica che questa grave situazione venga finalmente affrontata con la dovuta serietà e che le istituzioni competenti attivino tutte le azioni necessarie per tutelare la salute dei lavoratori e della comunità locale, ponendo fine a una gestione che da troppo tempo si trascina tra omissioni e negligenze.

Carmine Venasco e Giulia Casella
Presidente e Responsabile Settore, Circolo Legambiente Sessa Aurunca