Il sorriso di Sofia e il suo amore per il basket, il ricordo della compagne di squadra: "Ciao Boss"
Dolore e cordoglio a Maddaloni per la tragica scomparsa della ragazzina di 15 anni
MADDALONI – I migliaia di post, di parole, di sensazioni che stanno affollando le pagine social dedicati alla città di Maddaloni non bastano ad esprimere il dolore ed il cordoglio che la comunità tutta sta provando in queste ore dopo la notizia della morte della 15enne Sofia Di Vico, la ragazzina morta giovedì sera in seguito ad un malore improvviso mentre si trovava a cena con le sue compagne di basket ad Ostia.
Mentre è in corso un’indagine ed in queste ore di cordoglio e di dolore la cittadinanza tutta si stringe intorno a papà Fabio e mamma Antonella, non si può far a meno di sottolineare la bella figura di giovane che era Sofia.
Un sorriso avvolgente e un incredibile amore per il basket
Un sorriso avvolgente ed incredibile amore per il basket erano certamente i tratti più belli e coinvolgenti della sua personalità. Sofia frequentava la seconda C del Liceo Scientifico Statale “Nino Cortese” di Maddaloni.
L’amore per il basket in Sofia era sbocciato presto. A soli cinque anni ha cominciato a giocare a basket, muovendo i primi passi nello sport dalla palla a spicchi, nel palazzetto “Angioni Caliendo” di Maddaloni. Il suo idolo era Nando Gentile ed era tifosissima della Juvecaserta. E’ cresciuta sportivamente poi nella UnioBasket di Maddaloni. Una passione per lo sport che l’ha portata in giro per l’Italia con la sua squadra, sempre con il sorriso e la determinazione tipica della sua età.
Anche giovedì sera, Sofia era con le sue compagne, in attesa di prendere parte ad un torneo a Roma che l’avrebbe vista in campo per cercare di portare la vittoria a casa. Ma un destino tragico ha strappato il suo sorriso e la sua voglia di vivere a questo mondo per sollevarlo e portarlo in paradiso.
Il saluto delle compagne di squadra: “Ciao Boss”
In queste ore è apparso un post di saluto da parte della UnioBasket che ha voluto ricordare la sua “Boss” come Sofia veniva chiamata dalle compagne. “La nostra famiglia di cui fanno parte Sofia, il papà e la mamma, i nonni, i parenti è colpita in maniera tragica ed assordante! Un evento innaturale che lascia alle ragazze, ai ragazzi ed a tutti noi un vuoto incolmabile e un dolore da affrontare. E lo affronteremo insieme come deve fare una grande famiglia. Una famiglia che si fa comunità come ieri mattina alla preghiera con la partecipazione di tutte le squadre del torneo, come ieri pomeriggio al rientro delle ragazze accolte da un grande abbraccio delle altre squadre. Così come la comunità di tutti coloro che ci hanno mostrato vicinanza e che ci danno più forza per affrontare questo grande tormento. Ciao Boss, “e che dobbiamo fare...”
