antica cittadella
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Francesco Corbello
Francesco Corbello

TRENTO – “Accompagnare le imprese agroalimentari e vitivinicole sui mercati internazionali richiede un progetto che integri conoscenza del Paese di destinazione, organizzazione e sostenibilità finanziaria. Secondo la Camera di Commercio di Trento, nel 2025 alimentari e bevande hanno rappresentato il 18,4% dell’export provinciale: un dato che evidenzia il valore di una filiera composta da realtà di dimensioni diverse, nella quale cooperative e reti possono aggregare produzione e competenze per affrontare i mercati esteri”.

 

Corbello: “I commercialisti ‘project manager’ dell’export agroalimentare”

Lo ha dichiarato Francesco Corbello, board member IEF e presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, intervenendo all’incontro “Le nuove geografie dell’export”, nella sala conferenze di Palazzo Geremia a Trento.
“Il commercialista può svolgere il ruolo di project manager dell’internazionalizzazione, coordinando esperti di mercato, legali locali, operatori logistici e interlocutori finanziari. Il suo contributo - ha aggiunto Corbello - comprende l’analisi dell’impresa, la definizione della strategia d’ingresso, la pianificazione economico-finanziaria e il monitoraggio dei risultati, mentre le decisioni gestionali restano di competenza dell’imprenditore e degli amministratori.

 

E’ intervenuto al Forum Italiano dell’Export di Trento parlando su ricerca di mercato, adeguati assetti e sostenibilità degli investimenti all’estero

Ogni mercato richiede verifiche specifiche. Negli Stati Uniti, prima di concedere un’esclusiva a un distributore, occorre valutarne la rete commerciale e la capacità di generare riordini. Negli Emirati Arabi Uniti, per il vino e gli alcolici, è necessario analizzare la clientela effettiva, i prezzi e i canali autorizzati, verificando le licenze del partner e le regole del singolo emirato. L’export – ha detto Corbello - va costruito su un percorso strutturato, con obiettivi chiari e rischi attentamente valutati”.
Corbello ha evidenziato che gli investimenti all’estero devono basarsi sulla verifica della domanda e su una pianificazione finanziaria sostenibile, per evitare che le difficoltà di una controllata coinvolgano l’intero gruppo. Adeguati assetti organizzativi e dati affidabili sono essenziali per monitorare liquidità, debiti e continuità aziendale. Ha quindi richiamato l’importanza di un’espansione graduale, sostenuta dalla conoscenza dei mercati e dalla sperimentazione commerciale. Infine, ha ricordato il percorso avviato nel 2018 con il Forum Italiano dell’Export, ringraziando Lorenzo Zurino e Claudia Eccher per il confronto.


Promosso dal Forum Italiano dell’Export, presieduto da Lorenzo Zurino, l’appuntamento è stato dedicato alle sfide e alle prospettive dell’enogastronomia e del settore vitivinicolo e al confronto tra istituzioni, imprese e territori sul posizionamento del Made in Italy nel mondo. 
Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Claudia Eccher (membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura), Nicola Graziano (presidente Unicef Italia, presidente della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Caserta e componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria); Andrea Benetton (presidente di Maccarese S.p.A. e Cirio Agricola), Armando Di Nosse (socio fondatore dello Studio Xvos), Sergio Divina (vicepresidente dell’Istituto Italiano Studi per l’Asia), Ilaria Cavo (vicepresidente della Commissione Attività Produttive a Montecitorio) e Giuseppe De Mita (vicepresidente del Forum Italiano dell’Export). 
“L’export è una leva di crescita per le imprese italiane e per i territori. Dazi e barriere all’ingresso – ha sottolineato Zurino - incidono sui costi e possono modificare la convenienza dei mercati di destinazione. Per rafforzare la competitività internazionale occorre valutare il loro impatto su prezzi e margini, diversificare gli sbocchi commerciali e investire nel posizionamento delle nostre produzioni. L’enogastronomia e il vitivinicolo possono costruire una presenza duratura all’estero attraverso la conoscenza dei mercati, rapporti commerciali affidabili e un’offerta capace di rispondere alle esigenze dei clienti”. 
Secondo Nicola Graziano “il dialogo tra istituzioni, imprese e professionisti deve includere anche la responsabilità verso le comunità. La crescita economica può offrire opportunità concrete se si accompagna al rispetto dei diritti delle persone e all’attenzione per le condizioni di lavoro. I bambini e le nuove generazioni devono essere considerati nelle scelte che incidono sullo sviluppo dei territori. È un impegno che riguarda anche il mondo produttivo, chiamato a contribuire a un futuro nel quale ogni bambino possa vedere tutelati i propri diritti”.