Omicidio Di Lorenzo, condanna definitiva all'ergastolo per i due killer di camorra
L'agguato mortale era stato deciso perchè la vittima non rispettava le regole del clan
REGIONALE - Si comunica che la Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione all’Ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli, all’esito della Sentenza emessa dalla Corte di Cassazione del 17.09.2026, che ha confermato la condanna alla pena dell’ergastolo per il delitto di omicidio aggravato dalle modalità mafiose, emessa in data 03.11.2025 dalla Corte di Assise di Appello di Napoli, nei confronti di NAPOLITANO Francesco ed OLIMPIO Michele.
Ucciso perchè non voleva rispettare le regole del clan
I predetti, ritenuti esponenti apicali del clan MALLARDO, operante in Giugliano in Campania e comuni limitrofi, sono stati riconosciuti colpevoli, in concorso tra loro e con un terzo soggetto, poi deceduto, dell’omicidio di DI LORENZO Mario, avvenuto in Giugliano in Campania il 12 ottobre 1996. Durante le indagini, condotte dal Centro Operativo DIA di Napoli nel 2018/19, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (cd. “Operazione Babele”), era emerso che il NAPOLITANO, nel 1996 reggente pro tempore del clan MALLARDO, aveva deciso l’uccisione del DI LORENZO a seguito delle reiterate violazioni alle “regole” dell’organizzazione camorristica, di cui faceva parte. In particolare, il DI LORENZO, da poco transitato dall’avverso clan “dei piripicci” nel clan MALLARDO, aveva rivolto richieste estorsive ai danni di piccoli imprenditori di Giugliano in Campania, nonostante il diniego espresso dal NAPOLITANO, minando così la credibilità dell’organizzazione e dei suoi vertici.
L'agguato mortale e le indagini
A seguito della decisione presa dal NAPOLITANO, OLIMPIO Michele, insieme al terzo soggetto, poi divenuto collaboratore di giustizia, condannato in primo grado e successivamente deceduto nelle more del processo di appello, eseguivano materialmente l’omicidio, colpendo la vittima, mentre si trovava a bordo della propria auto in un insediamento di case popolari di Giugliano in Campania. Le indagini, conclusesi nel gennaio del 2019 con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di NAPOLITANO ed OLIMPIO, consentiva di contestare a loro carico di essere rispettivamente mandante ed esecutore materiale dell’omicidio.
Il percorso giudiziario
Entrambi venivano condannati alla pena dell’ergastolo con sentenza emessa il 12.3.2021 dalla Corte di Assise presso il Tribunale di Napoli, sentenza confermata dalla Corte di Assise di Appello di Napoli il 6.10.2023, che veniva poi annullata dalla Corte di Cassazione in data 16.06.2024 con rinvio ad altra sezione della Corte di Assise di Appello. Nelle more, per entrambi gli imputati veniva dichiarata l’inefficacia dell’originaria misura cautelare in carcere per decorrenza dei termini di fase e, ritenuta la persistenza di esigenze di cautela da salvaguardare, venivano sottoposti agli obblighi del divieto di espatrio, di dimora nella regione Campania e all’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia Giudiziaria territorialmente competente. La Corte di Assise di Appello, in data 3.11.2025, confermava la sentenza di condanna di primo grado all’esito di una compiuta disamina di tutti gli elementi di prova acquisiti nel giudizio e, in particolare all’esito dell’ampia acquisizione documentale operata in sede di rinnovazione dibattimentale – effettuata su richiesta della Procura Generale - che consentiva di ritenere il narrato del cdg. attendibile sotto il profilo soggettivo e oggettivo, nonché riscontrato estrinsecamente, anche alla luce dei nuovi elementi acquisiti tra cui la sentenza di condanna del terzo soggetto per il medesimo fatto delittuoso. Successivamente, dagli esiti dell’ulteriore, ampia ed articolata attività di investigazione svolta nei confronti di NAPOLITANO dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, emergeva l’esistenza di ampie risorse a disposizione del NAPOLITANO, la mancata rescissione dei legami con il contesto criminale di appartenenza, nonchè la ripresa di frequentazioni sospette che facevano ricorrere i presupposti per riconoscere la sussistenza di un pericolo di fuga concreto ed attuale, nonché il concreto pericolo della ripresa delle attività illecite del NAPOLITANO con il clan Mallardo, attivo sul territorio.
La condanna definitiva
La Procura Generale, pertanto, rilevato che, il NAPOLITANO era sottoposto esclusivamente ai predetti obblighi (mentre l’OLIMPIO, era comunque detenuto per altro) e che le circostanze emergenti dalle indagini espletate dalla DIA attestavano la perdurante pericolosità del NAPOLITANO e rendevano concreto e attuale il pericolo che si potesse dare alla fuga prima della celebrazione del giudizio innanzi alla Corte di Cassazione, formulava la richiesta di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti del predetto imputato, a cui seguiva l’ordinanza della Corte di Appello del 16.7.2026 che, conformemente alla richiesta, applicava la custodia in carcere al NAPOLITANO Francesco. La sentenza emessa dalla Corte di Cassazione in data 17.9.2026 confermava la responsabilità di OLIMPIO Michele e NAPOLITANO Francesco per l’omicidio di DI LORENZO Mario e la condanna in via definitiva all’ergastolo eseguita dal Centro Operativo DIA di Napoli, coadiuvato fattivamente dai Centro operativi DIA di Milano e Bari.
