Omicidio di camorra per la gestione dei business illegali: un arresto dopo undici anni
Le indagini dei carabinieri dal 2017 al 2025 hanno portato all'acquisizione di diverse prove
REGIONALE - Omicidio per la gestione dei business illegali nella zona occidentale di Napoli: un arresto.
La misura
I Carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della misura cautelare applicativa della custodia, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un soggetto gravemente indiziato dei reati di concorso di persone in omicidio premeditato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco aggravati dal metodo e dall'agevolazione mafiosa.
Le indagini
Le indagini, condotte in più fasi dal 2017 al 2025 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea, sviluppate anche mediante attività tecniche, valorizzando le dichiarazioni convergenti di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di acquisire gravi elementi di colpevolezza nei confronti dell'autore materiale dell'omicidio di Rodolfo Zinco, vittima di un agguato di camorra, a colpi di pistola calibro 9, avvenuto il 22 aprile 2015 nel quartiere di Cavalleggeri di Aosta a Napoli. Accertato anche il movente dell'efferata azione omicidiaria. Il clan Giannelli, a cui era riconducibile l'autore del reato, nella contrapposizione armata per il controllo del territorio, aveva deciso di eliminare Zinco,. ritenuto il gestore di attività criminali nel quartiere di Bagnoli, nella zona occidentale di Napoli, in contrasto quindi con gli interessi del gruppo criminale capeggiato da Alessandro Giannelli, che tentava così di affermare la propria egemonia su tale area del capoluogo.
