antica cittadella
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CASERTA -  "Tra le ipotesi allo studio del Mit, secondo quanto anticipato dalla stampa, c'e' l'obbligo assicurativo con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia anche per le auto con targa estera che circolano stabilmente in Italia. Si vuole cosi' stroncare, giustamente, il fenomeno delle cosiddette 'targhe polacche', ma ci chiediamo come mai il Governo sia sordo sulla tariffa unica per gli automobilisti virtuosi, unico modo per superare le inaccettabili discriminazioni territoriali sulle tariffe". Lo afferma il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli

L'attacco al governo Meloni

"Ancora una volta il Governo Meloni dimostra di occuparsi piu' degli interessi della lobby assicurativa che dei diritti degli automobilisti, specie quelli del Mezzogiorno. Se da un lato bisogna contrastare ogni forma di elusione delle regole e delle tasse, dall'altro bisogna puntare a una equita' delle tariffe auto senza discriminazioni territoriali", aggiunge Borrelli. "Non possiamo ignorare il motivo per cui, soprattutto al Sud, tanti cittadini sono ricorsi alle targhe estere: in molti casi e' stata una risposta alle tariffe Rc auto spropositate applicate nelle regioni meridionali rispetto a quelle del Nord. Se davvero si vuole contrastare l'elusione, bisogna prima di tutto intervenire sulle cause che l'hanno alimentata. Da anni chiediamo una tariffa unica per chi non provoca sinistri, indipendentemente dalla provincia di residenza. 

borrelli

Tariffe alte nel Casertano

E' assurdo che un automobilista virtuoso debba pagare molto di piu' semplicemente perche' vive a Napoli, Caserta o in un'altra provincia del Mezzogiorno. Non si puo' combattere l'elusione lasciando intatte le disparita' che l'hanno favorita. Per questo - chiediamo che nel nuovo Codice della strada venga inserita anche la nostra proposta sulla tariffa unica per gli automobilisti virtuosi. Se il Governo vuole davvero tutelare la legalita' e la sicurezza sulle strade, deve dimostrare di essere dalla parte dei cittadini e non soltanto delle lobby assicurative".