Carceri, il Casertano luogo simbolo delle criticità del sistema
I dati della relazione annuale sulle carceri campane: tutte le difficoltà
CASERTA - La provincia di Caserta con i suoi istituti carcerari si conferma "luogo simbolo" delle gravi criticità del sistema penitenziario.
La relazione
Emerge dalla Relazione annuale 2025 sulle carceri campane presentata a Caserta, alla Biblioteca del Palazzo Vescovile, dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello; presenti il Vescovo di Caserta Pietro Lagnese, il Magistrato di Sorveglianza Marco Puglia, il Questore di Caserta Andrea Grassi, la Dirigente dell'Area Penale Esterna della provincia di Caserta Maria Laura Forte e il Garante Provinciale di Caserta Don Salvatore Saggiomo.
I problemi più gravi
Dal sovraffollamento alla carenza di personale, dalla lacune trattamentali all'esigenza, non attuata, di rafforzare le misure alternative e la presa in carico territoriale, il Casertano, sottolinea il report, costituisce "uno dei territori più rilevanti e complessi dell'intero sistema campano delle carceri, in cui si vede, con maggiore nettezza, quanto sia faticoso per le istituzioni tenere insieme sicurezza, dignità, diritti e possibilità di reinserimento". Il territorio conta cinque istituti penitenziari, ad Aversa, Arienzo, Carinola, Santa Maria Capua Vetere oltre al Carcere Giudiziario Militare sempre a Santa Maria Capua Vetere, cui si aggiungono la Rems di Calvi Risorta, gli Spdc (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) di Aversa e Sessa Aurunca e l'Ulepe di Caserta. Impietosi i dati sul sovraffollamento, che riguarda tutti gli istituti, con Santa Maria Capua Vetere, il penitenziario più grande, che spicca. "Nella scheda acquisita tramite questionario - fa sapere il report - risultano 1.025 detenuti presenti, 826 posti regolamentari e 150 posti non disponibili, con un indice di sovraffollamento del 151,62%. Tuttavia, la visita dell'Osservatorio Regionale del 22 luglio 2025 ha restituito un quadro ancora più grave: 1.044 detenuti presenti a fronte di 826 posti regolamentari, ma con circa 700 posti reali, a causa dell'inagibilità di due sezioni per le quali si attendeva l'avvio dei lavori già dal 2022". Carente anche il personale in quasi tutte le carceri, non solo quello della polizia penitenziaria, ma di educatori, psicologi, psichiatri; emblematico il caso della salute mentale. Sempre a Santa Maria Capua Vetere, fa sapere il report, a fronte della presenza formale di un'aritcolazione psichiatrica con 13 stanze totali e 26 posti, oltre a 6 ore settimanali di psichiatri e 130 ore di psicologi, durante la visita dell'Osservatorio è emerso che per tutto l'istituto operava un solo psichiatra per 12 ore settimanali.
