antica cittadella
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MARCIANISE – Porgere l’altra guancia è far finta di nulla “è cosa buona e giusta”, ma davanti alla perseveranza di attacchi immotivati, senza fondamento, che si presuppongono l’obiettivo di insultare e offendere l’avversario, non si può restare inermi.

Il post della Iodice

E’ sicuramente questa la ragione che ha spinto la candidata a sindaco di Marcianise per il campo largo Maria Luigia Iodice a replicare agli attacchi provenienti dall’avversario ed ex sindaco Antonello Velardi: “Mi ero ripromessa di non dedicare altro tempo ai continui e violenti attacchi del candidato dell’altra parte. Avevo preso questa decisione dopo aver constatato, già alcuni giorni fa, come fosse stato ormai raggiunto il punto più basso, con la diffusione di un video condannato da tutti per toni e contenuti. Un episodio che ha provocato una vera e propria sollevazione, persino all’interno del suo stesso comitato elettorale, con il rischio di un ammutinamento dei suoi sostenitori e candidati al consiglio. Tanto da costringerlo, il giorno successivo, a pubblicare un nuovo video in cui, con tono dimesso, chiedeva scusa. Purtroppo, però, sono costretta a tornare sull’argomento. Non si può lasciare libertà di agire e parlare a chi ha come unico obiettivo quello di avvelenare il confronto politico con argomenti da osteria, lontani anni luce dal rispetto istituzionale”.

Strategia aggressiva dall'avversario

L’ex consigliera regionale ha inoltre sottolineato come dall’altra parte non provenga alcuna critica di natura esclusivamente politica, anzi, sembra davvero che l’unica strategia elettorale sia quella aggressiva dell’offesa: “Il dato più evidente è sotto gli occhi di tutti: non riesce a mantenere un comportamento civile neanche per un giorno. Oscilla continuamente tra il politico pacato e l’ultras più aggressivo, confondendo le istituzioni con una curva da stadio. Per questo mi sento di chiedere scusa io ai cittadini per lui. Ai cittadini che, in sei anni di sindacatura, hanno imparato a conoscerlo bene attraverso iniziative e uscite che hanno generato solo precarietà, instabilità e divisione nella città. Colpisce oggi vedere come alcune delle sue stesse “vittime”, in una sorta di paradossale sindrome di Stoccolma, corrano in suo soccorso, difendendo chi nei loro confronti è stato un vero carnefice”.

La stoccata della candidata a sindaco

La strategia aggressiva della controparte non produce nello schieramento della Iodice un cambio di approccio e di metodo della propria campagna elettorale. Tuttavia, la candidata a sindaco pone l’accento su alcuni spunti, su alcune domande su cui l’avversario dovrebbe dare una risposta: “Noi continueremo a parlare di programmi, di idee, di futuro. Ma da questo momento non faremo sconti: smaschereremo una ad una tutte le bugie e le fake news diffuse per distrarre i marcianisani dai problemi reali e tentare di recuperare un consenso che da tempo non ha più.

A questo punto, però, è giusto porgli nuovamente alcune domande chiare a cui da settimane non dà risposta:

È il candidato del centrodestra?

Se lo è, perché non si è presentato con i simboli dei partiti come Lega e Fratelli d’Italia?

Perché afferma che nel 2016, anno del suo insediamento, la raccolta differenziata era al 25%, quando risulta fosse intorno al 70%?

Perché accusa noi di far cadere le sue amministrazioni, quando tra i suoi candidati ci sono cinque consiglieri comunali che lo hanno sfiduciato mandandolo a casa?

Perché, in due mandati da sindaco, non ha mai indicato un marcianisano nel Consorzio ASI? In cambio di cosa?

E quando lo ha fatto nel Consorzio Idrico, non era forse parte integrante di quella stessa gestione che oggi contesta ed è al vaglio della magistratura?

Perché continua a tirare in ballo l’onorevole Graziano e il “campo largo”, evitando invece di parlare del suo principale sostenitore, il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, attivamente impegnato nella sua campagna elettorale e nella composizione delle sue liste, nonostante si trovi in Abruzzo?

Qual è la sua posizione di fronte alla legge nel processo che lo vede imputato con l'accusa di atti gravi commessi contro il Comune quando era sindaco?

I cittadini meritano risposte, non propaganda”.