Trump attacca papa Leone, il vescovo Lagnese difende il pontefice: "E' costruttore di pace"
La nota della guida delle diocesi di Caserta e Capua: la solidarietà al Santo Padre
CASERTA – Se Trump attacca il papa, le diocesi di Caserta e Capua fanno quadrato intorno a Leone XIV. E’ questo il senso del messaggio diffuso da parte del vescovo di Caserta e Capua mons. Pietro Lagnese che ha espresso vicinanza e solidarietà al papa dopo gli attacchi del presidente degli Stati Uniti d’America.
La solidarietà al pontefice
“In questo momento di ingiustificati attacchi verbali giunti dalla Presidenza degli Stati Uniti, desidero esprimere, a nome mio e delle Chiese di Capua e Caserta, la più profonda vicinanza e fraterna solidarietà a Sua Santità Papa Leone XIV. Le cronache ci hanno consegnato l’immagine di un attacco sconsiderato senza precedenti, sferrato dalla Presidenza degli Stati Uniti d'America attraverso i canali dei media. La risposta di Papa Leone XIV, giunta con la consueta calma durante il volo apostolico verso Algeri, rappresenta per tutti noi un’importante lezione di vita e di fede e un esempio di come possiamo abitare questo tempo in cui prima di tutto con le parole si alimentano guerre e conflitti. "Non ho paura dell'Amministrazione Trump, non ho intenzione di fare un dibattito con lui, non sono un politico": sono parole che non dicono disimpegno ma consapevolezza di un compito altro e alto a lui affidato. La missione del Papa è spirituale; perciò, egli non scende nell'arena del conflitto personale: il suo orizzonte è il Vangelo e il suo unico mandato è la Pace. Il Santo Padre sta abitando questa crisi con una franchezza cristallina e un'eleganza spirituale che ci edificano e sono per noi motivo di riflessione. Egli sta dando carne e sangue all'esortazione dell'Apostolo nella Prima Lettera di San Pietro (3, 15-16): "Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in noi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza". È proprio questa "dolcezza" che il mondo contemporaneo, spesso ubriacato da una retorica di forza e di sopraffazione, scambia erroneamente per debolezza.
“E' costruttore di pace”
La capacità del Papa di restare saldo nel dialogo, di promuovere il multilateralismo e di non rispondere all'insulto con l'insulto, è la manifestazione più alta di una forza che viene dall'Alto. Il ruolo profetico della Chiesa è quello di essere sentinella nella notte della storia. Quando il Papa parla contro la guerra, quando denuncia l'inutilità degli armamenti e la crudeltà dei muri, non sta facendo "politica di parte", ma sta esercitando la carità evangelica. Egli è il "costruttore di pace" proclamato beato da Gesù nel Discorso della Montagna, colui che cerca soluzioni ai problemi non attraverso l'imposizione, ma attraverso l'incontro e la riconciliazione. La nostra Terra di Lavoro, che custodisce le radici cristiane tra l'antica Capua e la vivace Caserta, comprende bene il valore di questa testimonianza. Siamo comunità che conoscono il sacrificio e che sanno quanto sia preziosa una parola di verità detta con rispetto e amore. La "nuda e limpida esposizione della verità" di cui parla il Pontefice è l'unica medicina per un mondo che ha smarrito la cortesia, intesa non come etichetta, ma come riconoscimento della sacralità dell'altro. La cortesia di Leone XIV è la forma più alta di nobiltà d'animo, un'eleganza che non si acquista nei salotti del potere, ma che si riceve in dono ai piedi della Croce. Esprimiamo dunque la nostra gratitudine a Sua Santità. Il suo rifiuto di entrare in un dibattito sterile con chi cerca solo lo scontro è un atto di libertà spirituale che ci interpella tutti. Noi, clero e fedeli delle Diocesi unite di Capua e Caserta, ci stringiamo attorno a lui con la preghiera e con l'impegno quotidiano a essere, nelle nostre realtà locali, piccoli riflessi di quella stessa mitezza. Papa Leone XIV ci ricorda che la Chiesa non ha bisogno di essere "significativa" secondo i criteri del marketing politico; la Chiesa esiste perché Dio la chiama a servire. E in questo servizio, fatto di fragilità offerta a Cristo, risiede una potenza che nessun tweet e nessuna minaccia economica potranno mai scalfire. Al Santo Padre giunga il nostro abbraccio corale: continui a parlare forte contro la guerra, continui a indicare la "via migliore", perché la sua voce è per noi guida sicura in questo tempo di incertezza, nel segno della speranza che non delude”.
