Festa dei Carabinieri, il colonnello Scarso: "Migliora la percezione della sicurezza"
Le parole del comandante provinciale di Caserta: "Controlli più diffusi ed efficaci"
CASERTA - "Il controllo del territorio nel Casertano è stato progressivamente intensificato attraverso un dispositivo sempre più diffuso ed efficace, producendo risultati tangibili tanto sul piano operativo quanto su quello, altrettanto decisivo, della percezione di sicurezza da parte dei cittadini". Nel giorno della Festa dell'Arma dei Carabinieri - tenutasi al Comando di via Laviano a Caserta - il colonnello Manuel Scarso, comandante provinciale di Caserta, traccia un bilancio del suo incarico giunto al quarto anno, un arco di tempo quasi limite per gli ufficiali al Comando in una provincia.
Il bilancio
Un bilancio positivo visto che "nel 2022, quando giunsi in Terra di Lavoro, indicai con chiarezza la direttrice strategica della nostra azione: rafforzare la presenza dell'Arma sul territorio, renderla ancora più visibile, capillare e riconoscibile. Una presenza non concepita esclusivamente in chiave repressiva, ma anzitutto preventiva. Perché la sicurezza non nasce soltanto dalla sanzione ma si costruisce ogni giorno attraverso la prossimità, l'ascolto, la conoscenza profonda del territorio, la capacità di coglierne i segnali più deboli prima che si trasformino in emergenza. Oggi posso affermare con soddisfazione che quella linea d'azione è stata perseguita con determinazione e continuità". Scarso ricorda il contrasto costante a "sodalizi ancora attivi sul territorio e la neutralizzazione di tentativi di ricostituzione di pregresse consorterie criminali", e parallelamente, "le delicate attività investigative che hanno fatto emergere, in taluni contesti, gravi fenomeni di infiltrazione criminale nei processi decisionali pubblici, confermando come le organizzazioni mafiose sappiano mutare pelle, insinuandosi nei gangli più sensibili della vita amministrativa".
I punti caldi
Un riferimento soprattutto alla città di Caserta, dove le indagini dei Carabinieri e della Procura di Santa Maria Capua Vetere hanno portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche. Altro fronte caldo l'azione condotta nella Terra dei Fuochi, resa possibile da un'efficace sinergia interistituzionale e dall'impiego di avanzate tecnologie di controllo del territorio.
