Assegno di Cura per le famiglie con disabili in ritardo: la denuncia di "Maddaloni Proletaria"
Il movimento in una nota ha chiesto maggiore trasparenza e l'apertura di un confronto pubblico sul tema
MADDALONI – Ritardi continui nell’erogazione dell’Assegno di Cura per le famiglie con disabili. E’ questo l’allarme lanciato in una nota stampa dal movimento “Maddaloni Proletaria”.
I disagi delle famiglie
“Dietro ogni persona con disabilità grave c’è spesso una famiglia che, ogni giorno, sostiene un carico enorme di assistenza, cura e responsabilità. Un lavoro continuo, spesso invisibile, che non può essere considerato un fatto esclusivamente privato o familiare – si legge nella nota - Maddaloni Proletaria raccoglie la preoccupazione e la rabbia di tante famiglie della nostra città che attendono risposte concrete sull’erogazione dell’Assegno di Cura e delle risorse destinate alla non autosufficienza.
Non si può chiedere a chi vive quotidianamente la disabilità di trasformarsi ogni volta in un questuante per ottenere prestazioni e sostegni previsti dalle politiche pubbliche. E non è accettabile che, di fronte alle richieste di chiarimento sui ritardi, le famiglie ricevano risposte generiche legate a presunti problemi contabili, tecnici o burocratici.
Se le risorse vengono stanziate e trasferite lungo la filiera istituzionale, bisogna spiegare con chiarezza dove si interrompe il percorso che dovrebbe portarle alle famiglie”.
Chiesta trasparenza
Di fronte ai ritardi il movimento chiede trasparenza alle istituzioni in modo che si possa individuare il contesto in cui si registrano questi blocchi e ritardi sull’erogazione: “È proprio su questo punto che chiediamo trasparenza alle istituzioni competenti: quali somme sono state assegnate, quali sono state effettivamente trasferite, quali sono già disponibili, quali procedure devono ancora essere completate e quali sono i tempi previsti per l'erogazione agli aventi diritto?
Le difficoltà organizzative degli enti pubblici non possono diventare un problema scaricato sulle famiglie. Quando una persona non autosufficiente necessita di assistenza continuativa, ogni ritardo ha conseguenze concrete sulla vita quotidiana: sulle spese, sull'organizzazione familiare, sul lavoro dei caregiver e sulla possibilità stessa di garantire un'assistenza adeguata”.
Le richieste di “Maddaloni Proletaria”
Per ottenere delle risposte concrete e soddisfacenti, “Maddaloni Proletaria” ha chiesto un confronto pubblico a tutte le istituzioni coinvolte: “Maddaloni Proletaria ritiene quindi necessario aprire un confronto pubblico e trasparente, coinvolgendo Comune, Ambito territoriale e Regione, affinché venga fornito un quadro preciso della situazione e siano individuate responsabilità e tempi certi.
Chiediamo in particolare:
- la pubblicazione dei dati relativi alle risorse destinate all'Assegno di Cura e alla non autosufficienza;
- la verifica dello stato dei trasferimenti e delle procedure amministrative;
- l'indicazione chiara delle eventuali criticità che stanno determinando i ritardi;
- tempi certi per l'erogazione delle somme spettanti alle famiglie;
- un confronto diretto con le famiglie e le associazioni che quotidianamente affrontano il problema della non autosufficienza.
Non vogliamo alimentare polemiche sulla pelle delle persone fragili. Vogliamo, al contrario, atti, numeri, risposte e trasparenza.
Perché dietro ogni pratica amministrativa c'è una persona. Dietro ogni ritardo c'è una famiglia che continua ad assistere un proprio caro, spesso senza poter contare su un sostegno economico che dovrebbe contribuire a rendere quella assistenza concretamente sostenibile.
L'assistenza e la dignità delle persone con disabilità non possono essere subordinate ai tempi della burocrazia.
Maddaloni Proletaria continuerà a dare voce alle famiglie e a chiedere che su questa vicenda venga fatta piena chiarezza.
Non chiediamo un favore. Chiediamo rispetto, trasparenza e il riconoscimento concreto dei diritti delle persone e delle famiglie”.
