Figlio del boss muore per un infarto in cella: indaga la Dda
Da poco aveva cominciato a parlare con gli inquirenti sugli affari del clan
CASTEL VOLTURNO – Un infarto in cella. Sarebbe morto in questo modo Costantino Russo, figlio del boss dei casalesi Giuseppe, fedelissimo di Sandokan, detto “Peppe o’ padrino”.
Indaga la Dda
Un decesso improvviso e inaspettato su cui però la Dda di Napoli ha avviato un’indagine: infatti, Costantino sarebbe stato pronto a parlare con gli inquirenti per far luce sul panorama criminale attuale all’interno del clan ed in particolare della fazione Schiavone.
Le tesi degli inquirenti
Costantino Russo è stato arrestato in un’operazione congiunta tra Dia e Guardia di Finanza che all’iscrizione nel registro degli indagati di 39 persone accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, estorsione, gioco d’azzardo.
Per gli inquirenti Costantino, dopo l’arresto del padre e degli zii Massimo, Francesco, e Corrado, avrebbe assunto la guida della fazione arrivando a contatto con le nuove gerarchie del clan.
Costantino dopo l’arresto, avrebbe poi aperto la bocca su alcuni affari del clan nell’area tra Castel Volturno e l’agro aversano, grazie anche al sostegno di una rete di imprenditori amici, e società intestate a prestanome.
