antica cittadella
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MONDRAGONE/CASERTA – Nuova svolta nell’inchiesta per voto di scambio che ha coinvolto il consigliere regionale di Mondragone Giovanni Zannini e l’ex assessore e consigliere comunale di Caserta Biagio Esposito.

Non si presentano dai giudici

Entrambi infatti hanno deciso di non presentarsi davanti ai magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere che li avevano invitati a comparire per l’inchiesta sulla corruzione. Si tratta di una decisione legittima che sarebbe stata adottata, stando alle voci che arrivano dai legali della difesa, per dare l’opportunità agli indagati di studiare gli atti prima delle dichiarazioni in Procura. 

La chiamata in Procura per Zannini è stata rinviata a dopo il 4 febbraio, quando dovrà presentarsi per un interrogatorio preventivo davanti al gip Daniela Vecchiarelli.

L'inchiesta

L'invito a comparire notificato a Zannini ed Esposito riguarda un episodio avvenuto prima delle elezioni Regionali del novembre scorso, quando Zannini è stato rieletto con oltre 20mila voti nelle fila di Forza Italia. In particolare, ipotizza la procura di Santa Maria Capua Vetere (pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone), Zannini avrebbe accettato la promessa di votarlo alle Regionali fattagli da Biagio Esposito promettendo in cambio l'assunzione del nipote di Esposito, Angelo Pasquariello, in società partecipate da enti locali su cui Zannini poteva incidere. 

Il consigliere regionale Zannini avrebbe anche accettato la richiesta di Esposito di procedere all'assunzione del nipote prima delle elezioni di novembre; ed infatti lo stesso Esposito, è emerso, si sarebbe adoperato già nel settembre 2025 per far votare Zannini. Lo stesso Esposito - secondo l'accusa - sarebbe stato un "grande elettore" di Zannini anche alle precedenti tornate elettorali.