antica cittadella
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AVERSA – Dopo la scadenza del contratto lo scorso due agosto, la sosta a pagamento finisce al centro del confronto politico ad Aversa.

Ad intervenire con una nota stampa sulla vicenda è il gruppo politico di LPCS (La Politica Che Serve). “Quanto sta accadendo ad Aversa con il servizio di sosta a pagamento rappresenta l’ennesima dimostrazione di una preoccupante incapacità di programmazione dell’Amministrazione comunale” si legge nel documento.

«Non siamo davanti a un imprevisto, ma alle conseguenze di una scellerata amministrazione», dichiarano Mariano Scuotri, Mario De Michele, Domenico Menale, Paolo Cesareo e Antonio Andreozzi de “La Politica che Serve”.

Contratto scaduto

Il contratto per la gestione delle strisce blu è scaduto il 2 agosto: una data conosciuta da tempo, certamente non un evento improvviso o imprevedibile. Eppure non si è provveduto tempestivamente ad avviare una nuova procedura capace di garantire la continuità del servizio. Ancora più grave è quanto emerge dalla Determinazione Dirigenziale n. 464 del 31 agosto 2026, con la quale viene annullata in autotutela la precedente proroga disposta con Determina n. 430 del 5 agosto.

Mentre l’Amministrazione trova tempo e attenzione per incarichi e nomine, si lascia scadere un servizio che incide concretamente sulla vita quotidiana della città e che rappresenta anche una fonte di entrate per le casse comunali. Sarebbe interessante, a questo punto, conoscere i numeri: quanto ha prodotto negli ultimi anni il sistema della sosta a pagamento per il Comune di Aversa, tra strisce blu e sanzioni, e quanto rischia di perdere oggi la città per ogni giorno in cui il servizio non viene regolarmente garantito?

Il doppio danno alla città

Parliamo di risorse importanti, anche perché i proventi della sosta e quelli derivanti dalle sanzioni al Codice della strada sono sottoposti a specifiche regole di destinazione, con somme destinate anche a interventi per la mobilità, la viabilità e la sicurezza stradale. Ma il danno non è soltanto economico. La presenza degli operatori della sosta rappresentava anche un ulteriore elemento di controllo e deterrenza contro la sosta selvaggia e i comportamenti irregolari, contribuendo a una maggiore disciplina nelle aree interessate.

Oggi Aversa rischia quindi di subire un doppio danno: meno entrate per la città e meno controllo sulla sosta, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità urbana. Una buona Amministrazione programma, organizza e interviene prima che i problemi si presentino. Lasciare scadere un contratto senza aver predisposto per tempo una soluzione per la continuità del servizio non è un’emergenza: è mancanza di programmazione.

E a pagarne le conseguenze, ancora una volta, rischiano di essere i cittadini di Aversa”.