Chiusura scuole al Villaggio, la delibera dei "pieni poteri" al Commissario per risanare la Fondazione
Ecco com'è stato esautorato il CdA: nel documento si parla di quattro scuole da chiudere
MADDALONI – La vicenda della chiusura delle scuole del Villaggio dei Ragazzi a Maddaloni resta una ferita viva nella carne dei maddalonesi.
La vicenda continua ad essere oggetto di confronto e di dibattito. Se da un lato il pensiero va agli studenti che si trovano spaesati e senza più una scuola sicura dove andare a settembre, restano gli interrogativi su come si è potuti arrivare ad una situazione del genere e sulle modalità di gestione della Fondazione negli anni passati.
La delibera della Giunta
Bisogna però basarsi sui dati reali, pubblici, istituzionali come la delibera della Giunta Regionale dello scorso 18 giugno. E’ questo il documento grazie al quale il commissario attuale della Fondazione Domenico Posca ha potuto adottare i provvedimenti di chiusura delle due scuole.
La situazione finanziaria
Ovviamente a farla da padrone nel documento è la situazione debitoria del Villaggio: “il Commissario straordinario, attraverso la menzionata relazione – si legge nel documento - aveva già segnalato che la Fondazione Villaggio dei Ragazzi - Don Salvatore D’Angelo, alla data, non aveva provveduto ad operare la revisione della propria mission né ad elaborare una strategia di superamento della crisi che, invece, all’epoca della presentazione della proposta e del piano concordatario, si era riservata di predisporre ad omologazione intervenuta…i ricavi propri dell’anno 2025, tratti sempre dalla bozza di bilancio in corso di definizione, compresi quelli non generati dalla gestione delle scuole, ammontano a complessivi euro 741.691,00, di cui 664.963,00 euro da introiti generati dalla complessiva gestione delle scuole, con un’incidenza del 38% delle rette scolastiche correlate alla scuola dell’infanzia sul totale dei ricavi di tutte le scuole e del 34% sui ricavi propri complessivi; ai ricavi delle scuole di cui al punto precedente, si contrappongono costi insostenibili, seppur prendendo in considerazione solo quelli dei docenti, infatti i ricavi derivanti dalla gestione delle scuole, come detto, ammontanti a € 664.963,00, confrontati con il costo del personale scolastico, presentato come stimato per difetto in € 1.813.407,00, evidenziano una perdita generata dalla specifica linea delle attività scolastiche pari ad € 1.148.444,00, rispetto alla quale, aggiungendo ai costi specifici del personale addetto tutti gli altri ad esse connessi, quali consumi, utenze ed energia, lo sbilancio della gestione delle scuole sfiorerebbe i due milioni di euro annui”.
Insomma il Governo regionale è convinto che intervenendo in maniera drastica sulla chiusura delle scuole della Fondazione si possa tornare ad una situazione finanziaria stabile: “Chiudendo le quattro scuole secondarie e utilizzando la struttura come studentato, fitto locali e sede della scuola dell’infanzia, che resterebbe invece operativa, si recupererebbe la redditività in 2/3 anni, con la precisazione che per “raggiungere questo risultato in 2/3 anni si potrebbe mantenere invariato il contributo regionale a 1 milione per il 2027 e il 2028”; per chiudere le scuole, occorre integrare l’incarico del commissario straordinario. In alternativa le scuole continuano e sarà il nuovo CdA a gestire la problematica con la conseguenza che continuerà a chiedere alla Regione il contributo da 2,5 milioni annui”.
Le disposizioni del provvedimento
Per questo motivo la Giunta Regionale ha deciso di allargare i poteri da attribuire al commissario straordinario della Fondazione che avrà quindi
- “la facoltà di effettuare anche operazioni di straordinaria amministrazione che siano necessarie per neutralizzare ulteriori, evitabili aggravamenti dell’esposizione debitoria, anche attraverso la cessazione delle attività degli istituti scolastici e/o il loro ridimensionamento, e a creare i presupposi per la ricostituzione, anche prospettica, delle condizioni di equilibrio economico finanziario propedeutiche alla continuità della Fondazione, esplorando, compatibilmente con i prefigurati tempi di conclusione della gestione commissariale, anche soluzioni ulteriori rispetto a quelle già rappresentate, in un’ottica di massima accelerazione del processo di recupero dell’indipendenza finanziaria dell’Ente;
- di formulare indirizzo al Commissario straordinario per la presentazione da parte di quest’ultimo di domande di partecipazione a bandi pubblici per l’accesso a finanziamenti strumentali alla realizzazione di investimenti coerenti con gli scopi statutari e funzionali alla progressiva costruzione delle condizioni di autonomia economico finanziaria dell’ente, purché non presuppongano atti di impegno finanziario addizionale di quest’ultimo in assenza di certezza della capacità di onorarli, dovendosi lasciare alle libere determinazioni dell’ordinario organo di amministrazione futuro ogni decisione di investimento comportante l’eventuale concorso di fondi propri con onere di individuazione delle relative modalità di provvista;
- di trasmettere, in osservanza dell’ordine del giorno votato all’unanimità il 26 marzo 2026, il presente provvedimento, unitamente alla relazione del Commissario straordinario, al Consiglio regionale, anche al fine di rappresentare le condizioni di sostenibilità del percorso ipotizzato dallo stesso Commissario per il riequilibrio economico finanziario dell’ente, per le eventuali determinazioni di competenza”
Il documento








