AVERSA - Il ritiro delle dimissioni del sindaco Matacena, arrivato sul filo di lana dopo venti giorni di assenza e di paralisi politica, non rappresenta una soluzione alla crisi amministrativa di Aversa. È, al contrario, l'ennesima dimostrazione del fallimento di un progetto politico nato senza una visione per la città e tenuto insieme esclusivamente dalla ricerca del consenso elettorale e dalla spartizione delle poltrone.

“Uno spettacolo indecoroso”

«Quello a cui abbiamo assistito è uno spettacolo politicamente indecoroso – dichiara Vincenzo Angelino, segretario del Partito Democratico di Aversa –. Mentre la città è allo sbando, il sindaco e la sua maggioranza hanno consumato per settimane una trattativa tutta interna, nella quale a prevalere non sono stati i bisogni dei cittadini, ma gli equilibri tra gruppi, gli interessi di parte e la gestione del potere. Matacena ha ritirato le dimissioni, ma a quale prezzo? E soprattutto, con quale autorevolezza potrà governare una maggioranza che lo ha tenuto sotto scacco in questi due anni e mezzo?».

La città ha bisogno di risposte

La verità è che Aversa non ha bisogno di un sindaco ostaggio dei continui ricatti politici, né di una maggioranza impegnata a contendersi assessorati e posizioni di potere. Ha bisogno di amministratori capaci, di programmazione, di risposte concrete e di una visione di futuro. Di tutto questo, purtroppo, non c'è traccia.

«Non siamo di fronte a una crisi risolta, ma a una crisi semplicemente rinviata. Questa amministrazione non ha più una prospettiva politica, non ha un progetto condiviso e non ha la credibilità necessaria per affrontare le sfide della nostra città. Aversa non può continuare a pagare il prezzo dell'egoismo di una classe politica che sembra preoccuparsi soltanto della propria sopravvivenza».

Il Partito Democratico continuerà a svolgere con determinazione il proprio ruolo di opposizione, senza ambiguità e senza compromessi, lavorando alla costruzione di un'alternativa politica e amministrativa credibile.