Rifiuti ferrosi e lavoratori in nero, azienda di Maddaloni sequestrata dalla Polizia Provinciale
Il titolare ha tentato di regolarizzare i dipendenti all'ultimo momento: denunciato
MADDALONI - Azienda sequestrata, titolare denunciato per violazioni ambientali e lavoro nero. È il bilancio di un controllo effettuato a Maddaloni dalla Polizia Provinciale di Caserta, con il supporto dell’Arpac di Caserta, all’interno di un’impresa operante nel settore del recupero e della lavorazione di materiali ferrosi. L’attività ispettiva rientra nel piano di controlli ambientali intensificati disposto dalla Provincia di Caserta, secondo le direttive del presidente Anacleto Colombiano, finalizzato al contrasto degli illeciti ambientali e alla tutela della legalità sul territorio.
L'ispezione
Durante l’ispezione, gli agenti della Polizia Provinciale, diretti dal colonnello Biagio Chiariello, hanno riscontrato diverse irregolarità. In particolare, all’interno dei capannoni dell’azienda, pur autorizzata sotto il profilo AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi detenuti in violazione delle prescrizioni previste dalle autorizzazioni rilasciate.
Nel corso dei controlli è stata inoltre verificata la posizione degli operai presenti nell’impianto. Dagli accertamenti è emerso che diversi lavoratori non risultavano regolarmente assunti. Secondo quanto rilevato dagli investigatori, il titolare avrebbe tentato di regolarizzare le posizioni lavorative all’ultimo momento, circostanza che non ha comunque evitato la segnalazione all’Ispettorato del Lavoro per i conseguenti provvedimenti.
Ulteriori verifiche sugli aspetti urbanistici e commerciali sono state demandate agli uffici competenti del Comune, ai quali è stata trasmessa un’apposita segnalazione per accertare eventuali ulteriori irregolarità di natura amministrativa e fiscale.
Al termine delle operazioni, il titolare dell’azienda è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per le violazioni ambientali contestate, mentre l’intera attività è stata sottoposta a sequestro.
