antica cittadella
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SANTA MARIA CAPUA VETERE – Sono stati tutti assolti con formula piena "perché il fatto non sussiste" dal giudice monocratico del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i tre imputati Giovanni Moretta, Giuseppe Nasta e Pasquale Merola, accusati di aver messo in piedi un giro di matrimoni falsi con cittadine straniere finalizzati all'ottenimento di permessi di soggiorno da parte di queste ultime.

La richiesta della stessa Procura

La stessa procura della Repubblica aveva chiesto in sede di requisitoria l'assoluzione per i tre imputati. Scoglio insormontabile su cui si è in pratica arenato il processo è stato l'utilizzo a fini probatori delle intercettazioni telefoniche e ambientali, su cui poggiavano le indagini. Durante il dibattimento è emerso infatti, grazie alle eccezioni sollevate dai collegi difensivi, che quelle intercettazioni erano state captate nell'ambito di un altro e diverso procedimento penale incentrato sul reato di associazione mafiosa dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, e risultassero dunque del tutto prive dei necessari decreti autorizzativi per poter essere trasposte e utilizzate in questo processo sui matrimoni falsi.

Intercettazioni inutilizzabili

L'inutilizzabilità delle intercettazioni ha di fatto privato l'accusa delle sue fondamenta. Gli avvocati Angelo Librace e Mariano Omarto, difensori di fiducia di Giovanni Moretta, hanno quindi sottolineato l'assoluta mancanza di elementi certi; una linea condivisa anche dai legali degli altri due imputati (avvocati Giuseppe De Lucia per Nasta e Mirella Baldascino per Merola), che hanno evidenziato il vuoto probatorio rimasto nell'aula di giustizia. La procura ha quindi preso atto delle circostanze e invocato l'assoluzione.