Reggia di Carditello, è scontro tra Cangiano e Lombardi sullo stato della Fondazione
Il deputato di FdI difende l'operato dell'attuale gestione, il segretario lancia l'allarme
SAN TAMMARO – E’ scontro tra destra e sinistra nel Casertano sullo stato della Fondazione Reggia di Carditello. A battibeccarsi nelle ultime ore sono stati il deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano e il segretario provinciale del Pd Stefano Lombardi.
L'accusa di Cangiano
«Leggendo il comunicato del Partito democratico di Caserta viene da chiedersi se abbiano informazioni riservate oppure se, più semplicemente, vivano su Marte. A noi non risulta alcuna dimissione del Collegio dei Revisori dei Conti. Anzi, ci risulta che gli organi di controllo stiano continuando a svolgere regolarmente il proprio lavoro. Prima di invocare scenari apocalittici, forse sarebbe opportuno verificare i fatti.
Purtroppo non è la prima volta che il Pd dimostra scarsa lucidità sulla vicenda Carditello. Proprio ieri, in Aula a Montecitorio, esponenti del Partito democratico hanno addirittura sostenuto che non fossero disponibili i bilanci della Fondazione. Una circostanza clamorosamente falsa, smentita da una semplice consultazione del sito istituzionale della Fondazione Real Sito di Carditello, dove la documentazione è regolarmente pubblicata e consultabile da chiunque. La verità è che il Pd continua a cercare polemiche pretestuose per nascondere le responsabilità della vecchia gestione politica targata Pd, che per anni ha accompagnato la storia di Carditello. Oggi, invece, ci troviamo davanti a una realtà profondamente diversa. Negli ultimi anni il Real Sito di Carditello ha raggiunto risultati che non hanno precedenti nella sua storia recente: crescita delle attività culturali, aumento delle presenze, rilancio dell’immagine del sito a livello nazionale e una ritrovata centralità nel panorama culturale del Mezzogiorno. Traguardi sotto gli occhi di tutti, tranne evidentemente di chi è troppo impegnato a costruire polemiche per riconoscere i risultati. Sorprende inoltre che il Pd continui ad attaccare proprio mentre il Ministro della Cultura Alessandro Giuli sta dimostrando una particolare attenzione verso il patrimonio culturale campano. Noi continueremo a lavorare affinché Carditello prosegua il proprio percorso di valorizzazione e sviluppo, nell’interesse del territorio e dei cittadini, lasciando al Pd il compito di inseguire polemiche sempre più scollegate dalla realtà. Se c’è un dato oggettivo che emerge in questa vicenda è che Carditello cresce, mentre la credibilità delle accuse del Partito Democratico diminuisce giorno dopo giorno».
La replica di Lombardi
Stefano Lombardi, segretario provinciale del Pd di Caserta, replica al deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano sul caso Carditello. Il dem contesta la versione del parlamentare e chiama in causa direttamente il Ministero della Cultura.
““Chi vive su Marte è Cangiano. Nessuno ha fondato la denuncia sulle dimissioni dei revisori. Il punto è un altro e sta scritto negli atti. Il Partito Democratico ha chiesto il commissariamento della Fondazione perché la relazione dei revisori, nominati dal Ministero della Cultura del governo Meloni, segnala nell’ultima pagina una situazione ormai non più sostenibile” - attacca il segretario Lombardi -.”
“Il trucco è chiaro. Cangiano cambia la parola e spera di cambiare il fatto, ma gli organi di controllo descrivono una situazione finanziaria al collasso”.
“Il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei revisori sono scaduti il 27 aprile 2026” - incalza il segretario dem - “Erano stati nominati con decreto ministeriale n. 286 del 27 aprile 2023, durata triennale. Dal 28 aprile chi sta gestendo lo fa in prorogatio. E la prorogatio non può diventare possesso politico di Carditello. Onorevole Cangiano, la Reggia di Carditello non è proprietà di Fratelli d’Italia!”.
“Anche sulla trasparenza - continua il dem Lombardi - Cangiano mistifica la realtà delle cose. Controlli il sito, se sa che esiste, e le pagine su consulenze e personale non a tempo determinato: sono ferme al 10 ottobre 2023. Addirittura nell’organigramma mancano i documenti. ‘Amministrazione trasparente’ solo nel nome”.
“Dove sono i bandi? Dove sono gli atti sulle collaborazioni? Dove risultano pubblicati incarichi e procedure per professionisti? Con quali criteri sono stati scelti? Con quali verbali? Con quali compensi? “Al ministro Giuli chiediamo molto semplicemente di fare il ministro. Davanti a organi scaduti e conti fuori controllo non c’è altra scelta che commissariare subito la Fondazione” - conclude Lombardi.
