antica cittadella
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CASAL DI PRINCIPE/TRENTOLA DUCENTA – Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta sul sistema di frodi sui bonus edilizi che avrebbe favorito la fazione Schiavone del clan dei casalesi, dopo il maxi sequestro da 21 milioni di euro dei giorni scorsi.

Gli indagati

Sono infatti sette gli indagati al centro dell’indagine seguita dal procuratore aggiunto Michele Del Prete e dal sostituto procuratore Giuseppe Visone. Sono: Massimo Bianco, Franco Cristiano, Salvatore Diana, Antonio Di Tella, Carmine Elmo, Antonio Piazza, e Alfredo Temperato. Dovranno rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e all’autoriciclaggio con l’aggravante mafiosa.

Il sistema  

Stando all’indagine infatti, il gruppo avrebbe usufruito dei bonus edilizi del 2021 per generare dei crediti fiscali relativi a lavori di ristrutturazione che non sono mai avvenuti. Una volta creati, questi crediti venivano ceduti per avere liquidità. Stando alle indagini della Guardia di Finanza, ogni membro del gruppo aveva il proprio ruolo: Franco Cristiano sarebbe stato una delle guide del sistema, mentre Salvatore Diana secondo gli inquirenti era quello vicino al clan. 

Al centro dell’indagine c’è anche il movimento del denaro. Stando agli investigatori, parte delle somme ottenute dalla frode veniva trasferita all’estero attraverso conti ungheresi per poi arrivare in Cina. Tutto questo per ostacolare la tracciabilità.