Consiglio comunale a Mondragone, assenti quattro consiglieri di maggioranza su dieci
La permanenza del consigliere Federico di "Mondragone Attiva" salva la seduta
MONDRAGONE – Una maggioranza debole ed in difficoltà. E’ questo il dato che emerge se si guarda all’andamento dell’ultimo consiglio comunale che si è svolto il 18 agosto a Mondragone.
Rapporti tesi in maggioranza
A sottolineare il periodo di affievolimento dei rapporti politici all’interno della maggioranza è il movimento politico “Mondragone Attiva” che ha come proprio rappresentante in aula il consigliere comunale Carlo Federico: “Quello del 18 agosto è stato un Consiglio comunale con soli tre punti all’ordine del giorno, ma con un dato politico che merita di essere sottolineato più di ogni altro. Quattro consiglieri di maggioranza su dieci erano assenti. E se il nostro consigliere Carlo Federico non fosse rimasto in Aula, non ci sarebbe stato il numero legale necessario per validare la seduta.
È questo, forse, il dato che più di ogni altro racconta il momento che sta attraversando la maggioranza che sostiene l’Amministrazione Lavanga”.
“Mondragone Attiva” pur essendo elemento dell’opposizione ha voluto sottolineare come la propria presenza in aula abbia permesso il normale svolgimento dei lavori del Consiglio Comunale: “Mentre al suo interno continuano a emergere tensioni e divisioni, è stato un consigliere di opposizione a garantire, con la propria presenza, che il Consiglio potesse svolgere i propri lavori. E lo ha fatto senza sottrarsi al confronto, entrando nel merito degli argomenti e assumendosi fino in fondo la responsabilità del ruolo che i cittadini gli hanno affidato.
La seduta ha innanzitutto consentito l’ingresso in Consiglio del nuovo rappresentante di Unione Popolare, Giovanni Cirillo, quasi un mese dopo le dimissioni della consigliera Sciaudone, al termine di settimane tutt’altro che semplici all’interno dello stesso gruppo”.

Le interrogazioni di “Mondragone Attiva”
La seduta ha toccato inoltre anche molti dei temi sui quali il movimento “Mondragone Attiva” si era impegnato direttamente chiedendo atti e facendo interrogazioni: “Poi il tema dell’integrazione al bilancio stabilmente riequilibrato, sulla quale abbiamo espresso voto contrario.
Non abbiamo contestato la natura tecnica dell’atto, ma abbiamo posto domande precise su come si sia arrivati a questa integrazione e, soprattutto, sull’interlocuzione con la COSFEL. Una norma era in vigore dal 1° gennaio, mentre il bilancio era stato approvato il 24 febbraio. Perché non era stata recepita? E perché si parla di “integrazione spontanea” se dagli stessi documenti emerge un’interlocuzione con la COSFEL? A queste domande non sono arrivate risposte convincenti. Per questo abbiamo già richiesto formalmente tutta la documentazione relativa a quelle interlocuzioni. Perché sul risanamento finanziario di Mondragone non servono scaricabarile: servono chiarezza, trasparenza e responsabilità.
Infine, la nostra interrogazione sull’occupazione del suolo pubblico e delle aree demaniali. Anche qui, una risposta che abbiamo ritenuto non soddisfacente. Nessun quadro chiaro sui controlli effettuati, nessun dato preciso sugli interventi eseguiti e, soprattutto, nessuna strategia concreta per affrontare un fenomeno che continua a essere sotto gli occhi di tutti.
E allora continueremo a fare quello che abbiamo fatto anche il 18 agosto: esserci, anche quando la maggioranza non c’è; fare le domande che devono essere fatte e pretendere le risposte che i cittadini meritano. Perché questo significa fare opposizione. Seguendo sempre la freccia, verso la giusta direzione”.
