La Casa di Cura "San Michele" di Maddaloni polo d'eccellenza per la cardiologia mininvasiva
La struttura sanitaria esaltata dal recente rapporto annuale Gise
MADDALONI - In un contesto nazionale in cui il recente Rapporto annuale Gise (Società Italiana di Cardiologia Interventistica) evidenzia un boom di procedure mininvasive in cardiologia ma segnala un’Italia a due velocità sbilanciata verso il Nord, la Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni (Caserta) si conferma in forte controtendenza, rappresentando un polo d’eccellenza fondamentale per il Centro-Sud e garantendo un accesso equo alle cure cardiochirurgiche più avanzate.
L'importanza di queste tecniche
A differenza della chirurgia tradizionale, le procedure valvolari mininvasive permettono di riparare o sostituire le valvole cardiache riducendo al minimo il trauma per il paziente. Attraverso sottili cateteri introdotti nei vasi sanguigni o piccolissimi accessi chirurgici, queste tecniche eliminano la necessità di interventi ad aperto torace e garantiscono tempi di recupero nettamente più rapidi.
Trattamenti di punta alla “San Michele”
Presso la “San Michele”, il focus sulla patologia valvolare si esprime attraverso trattamenti di punta, come la TAVI (Sostituzione valvolare aortica transcatetere), ovvero la soluzione altamente richiesta dai pazienti affetti da stenosi aortica severa. Un intervento che permette di posizionare la protesi valvolare tramite vasi periferici (accesso inguinale/femorale), senza alcuna incisione toracica e senza ricorrere all’anestesia generale.
Ci sono poi Trattamenti per la Valvola Mitrale, per la cui riparazione o sostituzione si ricorre sia a una mini-toracotomia destra (un’apertura minima che assicura un’ottima esposizione della valvola) sia a sistemi innovativi come il PASCAL. Quest’ultimo rappresenta un’opzione percutanea avanzata per l’insufficienza mitralica severa: si agisce a cuore battente e senza aprire il torace, riducendo drasticamente l’invasività dell’operazione. Sono inoltre previste procedure mininvasive dedicate alla riparazione e al trattamento della valvola tricuspide, ampliando lo spettro di risposte terapeutiche personalizzate.
«A differenza di altre terapie — spiega Antonio De Bellis, responsabile della Cardiochirurgia della “San Michele” — gli impianti per catetere vengono introdotti nell’area inguinale (vena femorale) per evitare l’apertura della gabbia toracica: ciò riduce il tempo di recupero e la durata della degenza». Si tratta di un percorso d’avanguardia che viene da lontano. Oltre alle procedure valvolari — che costituiscono il vero fiore all’occhiello —, la struttura offre un ventaglio completo di interventi cardiologici, tra cui coronarografie, plastiche vascolari e procedure preventive per l’ictus (come la chiusura dell’auricola sinistra o del forame ovale pervio). La capacità di eseguire tecniche mininvasive valvolari di alto livello non si improvvisa: è il frutto di un costante percorso di modernizzazione. Operativa fin dal 1987, l’Alta Specialità del Cuore e dei Vasi della Casa di Cura “San Michele” si riafferma come centro di eccellenza, unendo innovazione tecnologica ed esperienza clinica al servizio dei pazienti.
