Commissione Anticamorra a Maddaloni per Franco Imposimato, il Pd: "Il suo nome non venga utilizzato invano"
Per la segretaria dem Roberti l'iniziativa rischia di creare divisioni su una figura d'ispirazione collettiva
MADDALONI – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Pd di Maddaloni per conto della segretaria cittadina Milena Roberti.
“Apprendiamo dalla stampa che il 12 ottobre la Commissione regionale Anticamorra sarà a Maddaloni per un’iniziativa dedicata alla legalità e alla memoria di Franco Imposimato. E proprio perché è stato pronunciato quel nome, sentiamo il dovere di dire alcune cose con grande chiarezza.
LA PRIMA QUESTIONE RIGUARDA IL METODO ISTITUZIONALE
La Commissione Anticamorra è un organismo del Consiglio regionale della Campania. Al suo interno siedono rappresentanti di diverse forze politiche, compresi esponenti del Partito Democratico. Per questo appare difficile comprendere perché, per una tappa organizzata proprio a Maddaloni, il Partito Democratico cittadino non sia stato informato né coinvolto. E sia chiaro: non è una questione di inviti, sedie o posti in prima fila. È una questione molto più seria. Se un’istituzione arriva in una città per parlare di camorra e legalità, dovrebbe cercare di coinvolgere e unire le energie democratiche di quel territorio, non creare divisioni o dare l’impressione che la lotta alla criminalità organizzata possa appartenere a qualcuno più che ad altri. POI C’È IL SECONDO PUNTO. ED È QUELLO CHE PER NOI VIENE PRIMA DI TUTTO: FRANCO IMPOSIMATO
Franco era il fratello di Ferdinando Imposimato, il magistrato che ha dedicato una parte fondamentale della propria vita alla lotta contro terrorismo, mafia e criminalità organizzata. Franco fu assassinato a Maddaloni l’11 ottobre 1983. La sua uccisione fu una vendetta trasversale: per colpire un magistrato impegnato nella ricerca della verità e della giustizia, la criminalità arrivò a colpire suo fratello. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ricordare Franco soltanto come “il fratello del giudice”. Franco Imposimato aveva una storia sua. Era un lavoratore, un sindacalista, un uomo impegnato nella sua comunità e nella difesa del territorio. È ricordato anche per il suo impegno nella denuncia delle cave abusive sui monti Tifatini.
ECCO PERCHÉ DICIAMO CHE IL NOME IMPOSIMATO NON SI UTILIZZA INVANO
Perché quel cognome non è uno slogan. È una storia di sangue e di giustizia. È il dolore di una famiglia. È il coraggio di chi non si è piegato. È una ferita che appartiene a Maddaloni. È memoria civile. Franco Imposimato non è il titolo di un convegno. Non è una data da celebrare una volta all’anno. Non è un nome da mettere su una locandina per rendere più importante un appuntamento. Quel nome pesa. Pesa perché dietro c’è un uomo assassinato. Pesa perché dietro c’è una famiglia che ha pagato sulla propria pelle la lotta alla criminalità organizzata. Pesa perché “Imposimato”, per Maddaloni e non solo, significa legalità, sacrificio, ricerca della verità e rifiuto di ogni forma di sopraffazione. Per questo chiunque scelga di pronunciare quel nome, soprattutto rappresentando un’istituzione, dovrebbe sentire prima di tutto la responsabilità di ciò che quel nome rappresenta. La memoria non si possiede. La memoria non si divide. La memoria si custodisce. Il 12 ottobre non dovrebbe essere la giornata di una parte politica, di una maggioranza o di un’opposizione. Dovrebbe essere la giornata di Maddaloni che si riconosce nella memoria di Franco Imposimato e nei valori che il suo nome porta con sé. Perché davanti alla camorra possiamo avere storie e appartenenze politiche differenti. Ma davanti al sacrificio di una vittima innocente dovrebbe esistere una sola parte: quella della legalità.
FRANCO IMPOSIMATO NON SI USA. FERDINANDO IMPOSIMATO NON SI USA. IL NOME IMPOSIMATO NON SI USA. SI CONOSCE. SI RISPETTA. SI CUSTODISCE. SI ONORA”.
